Uno degli scatti che testimoniano il trattamento riservato ai militari golpisti
Uno degli scatti che testimoniano il trattamento riservato ai militari golpisti (twitter)

Erdogan non ha pietà

Indignazione per gli arrestati; legati mani e piedi. "Con pena di morte Ankara non entra in Europa"

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Suscitano indignazione le foto dei militari arrestati dopo il fallito colpo di Stato in Turchia. Gli scatti, pubblicati su twitter e rilanciati dai media internazionali, ritraggono centinaia di soldati ammassati seminudi in hangar, palestre, depositi, con le mani e i piedi legati.

Le immagini riportano alla mente le pagine più buie della storia e danno la misura del clima di terrore ormai palpabile. Mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso vendetta: "pagheranno duramente", il premier Binali Yildirum ha ventilato addirittura il ripristino della pena di morte, in un paese che rimane pur sempre membro della NATO, base delle operazioni della coalizione anti-Stato Islamico, nonché candidato all'ingresso nell'UE e partner chiave dell'accordo per frenare il flusso di rifugiati dal Medio Oriente verso l'Europa.

"Con la pena di morte niente UE"

Intanto proprio dall'UE arrivano moniti per frenare la furia di Erdogan. "L'Unione europea - ha puntualizzato Steffen Seibert, portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel - è una comunità di valori e la pena di morte è al di fuori dei suoi valori. La reintroduzione della pena capitale in Turchia, pertanto, determinerebbe di conseguenza la fine dei negoziati di adesione", ha concluso Seibert.

"Rispettare lo Stato di diritto"

Gli Stati Uniti hanno da parte loro affermato che aiuteranno Ankara “a portare alla giustizia i responsabili del tentato colpo di Stato”. Il segretario di Stato, John Kerry, da Bruxelles, dove sta partecipando ad un incontro fra i ministri degli esteri europei, ha però chiesto al paese di “rispettare lo Stato di diritto”, aggiungendo che la Turchia deve “mantenere la calma e la stabilità”.

"Alleato fondamentale"

"La Turchia è un alleato valido della Nato con il quale sono solidale in questo momento difficile": così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dopo un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Stoltenberg ha però sottolineato come sia "essenziale per la Turchia come per tutti gli alleati", in quanto "parte di una comunità unica di valori, assicurare il pieno rispetto della democrazia, delle sue istituzioni dell'ordine costituzionale, dello Stato di diritto e delle libertà fondamentali"

ATS/M.Ang.

Dal Tg20:

Monito alla Turchia

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TG 20 di lunedì 18.07.2016

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