(A destra Carrie Lam, capo dell'Esecutivo di Hong Kong, durante la conferenza stampa di stamani)

Giro di vite a Hong Kong

La Cina impone un nuovo sistema elettorale e rinvia nuovamente il voto per il Parlamento locale

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La Cina ha approvato una riforma sistematica del sistema elettorale legato all'elezione del Parlamento di Hong Kong. Al tempo stesso ha disposto un nuovo rinvio delle elezioni del Legislativo della regione speciale.

La riforma in questione è tesa a marginalizzare il ruolo dell'opposizione nel territorio semiautonomo. Fra gli aspetti più radicali, spicca il ruolo di un comitato incaricato di valutare il livello di patriottismo di chiunque aspiri ad un mandato parlamentare. Il numero dei seggi aumenterà quindi da 70 a 90, ma solo una ventina di essi (al posto dei 35 attuali) sarà assegnata attraverso suffragio universale diretto.

Nelle elezioni del novembre del 2019, che si svolsero dopo un mese di manifestazioni contro le crescenti ingerenze di Pechino nel territorio, i votanti avevano massicciamente plebiscitato i candidati dell'opposizione democratica.

"Potranno essere mitigati la politicizzazione eccessiva della società e le divisioni che avevano lacerato Hong Kong", ha dichiarato martedì Carrie Lam, capo dell'Esecutivo locale, commentando le nuove disposizioni.

La stessa Lam, in una conferenza stampa diffusa in streaming, ha ufficializzato l'ulteriore differimento delle elezioni. "A settembre si terrà il voto per il Comitato elettorale, con le elezioni per il Consiglio legislativo rinviate da settembre a dicembre", ha annunciato.

ARi

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