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Immagine d'archivio (reuters)

"Hackerate reti USA per aiutare Trump"

L'intelligence statunitense punta il dito contro interferenze russe sulle elezioni presidenziali - Accuse anche contro l'Iran

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La Russia, negli ultimi giorni, avrebbe hackerato negli Stati Uniti alcune reti informatiche statali e locali nell'ambito di uno sforzo teso a interferire sulle elezioni presidenziali USA del 3 novembre. Lo riporta il New York Times, citando fonti dell'intelligence statunitense, e affermando che le operazioni di Mosca avrebbero come scopo quello di aiutare Donald Trump, denigrando il suo rivale Democratico, Joe Biden. Secondo le fonti, inoltre, i russi punterebbero anche a esacerbare la situazione e a fomentare il caos dopo il risultato elettorale, soprattutto se non ci sarà subito un chiaro vincitore.

I funzionari statunitensi hanno dichiarato giovedì che gruppi di hacker russi, noti come DragonFly ed Energetic Bear, hanno anche rubato dati da almeno due server. L'avvertimento, a meno di due settimane dalle elezioni, ha amplificato i timori di una possibile manomissione del voto e di un indebolimento della fiducia nei risultati. Il gruppo di hacker sembra essere operativo almeno dal 2011 ed è noto per essere stato impegnato in attività di cyberspionaggio su società energetiche e operatori di reti elettriche negli Stati Uniti e in Europa, nonché su società di difesa e di aviazione.

I funzionari statunitensi, che mercoledì sera avevano lanciato un allarme anche in merito a interferenze iraniane, hanno altresì ricordato come la Russia abbia già interferito nelle elezioni del 2016, hackerando gli account di posta elettronica dei Democratici

A settembre, lo ricordiamo, Microsoft aveva reso noto di aver rilevato cyber-attacchi provenienti dalla Russia e dalla Cina, che avevano come obiettivo persone e organizzazioni legate alla preparazione delle presidenziali americane del 3 novembre. In particolare, gli attacchi avevano riguardato personale della campagna del presidente Donald Trump e del suo rivale Joe Biden, aveva fatto sapere Tom Burt, vice presidente della società, nel suo blog.

Il gigante informatico aveva riferito che più di 200 attacchi erano riconducibili a gruppi di hacker russi conosciuti come "Strontium", gruppo citato nel rapporto di Mueller come la principale organizzazione responsabile delle interferenze nelle elezioni del 2016. Alla Cina invece è riconducibile il gruppo "Zirconium", che ha bersagliato profili politici di alto livello, "incluse persone associate a Joe Biden". Microsoft segnala anche "Phosphorus", gruppo basato in Iran, che ha preso di mira principalmente profili di persone legate a Trump.

 

Intanto le ultime rivelazioni pubblicate dal new York Times gettano benzina sul fuoco delle polemiche a poche ore dall'ultimo dibattito presidenziale di Nashville, prima delle elezioni del 3 novembre. Sarà l'ultima occasione, per i due avversari politici, di presentare i propri programmi e convincere gli indecisi.

 
AP/ATS/M. Ang.
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