Il Dipartimento della sicurezza nazionale degli Stati Uniti (DHS) si trova da oggi, sabato, in una situazione di paralisi di bilancio: un parziale shutdown, che sembra destinato a prolungarsi visto il profondo disaccordo fra democratici e repubblicani sulle pratiche dell’ICE, la polizia dell’immigrazione.
Nei prossimi giorni migliaia di funzionari si troveranno tecnicamente in disoccupazione, mentre altre migliaia, le cui funzioni sono considerate essenziali, dovranno continuare ad operare. In ambedue i casi, tuttavia, i loro salari non saranno versati fino a quando il Congresso non troverà un accordo sul budget del DHS, dipartimento da cui dipende l’ICE.
RG 12.30 del 14.02.2026 - La corrispondenza da Washington di Andrea Vosti
RSI Info 14.02.2026, 12:28
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I democratici motivano il blocco con l’operato della polizia dell’immigrazione, a cui intendono forti restrizioni. La loro opposizione alle pratiche dell’ICE si è intensficata dopo la morte in gennaio di due cittadini americani uccisi con armi da fuoco a Minneapolis lo scorso gennaio.
“I dollari dei contribuenti dovrebbero essere usati per rendere agli americani la vita più accessibile, non per brutalizzarli o ucciderli”, ha sottolineato Hakeem Jeffries, leader della minoranza democratica alla Camera dei rappresentanti.
Per parte sua Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha criticato l’opposizione, sostenendo ieri che dietro il blocco ci sono “ragioni politiche e di parte”. La stessa Leavitt ha tuttavia aggiunto che l’amministrazione Trump è “molto impegnata nelle discussioni e in negoziati seri” con i democratici.











