Circa 200’000 persone si sono radunate sabato pomeriggio a Monaco contro le autorità iraniane, secondo la polizia della capitale bavarese, dove si tiene la Conferenza sulla sicurezza (MSC) che riunisce fino a domenica numerosi capi di Stato e di governo.
I manifestanti sono confluiti in modo pacifico verso la Theresienwiese, un’immensa piazza nella parte occidentale della città, ha riportato l’agenzia di stampa AFP, per chiedere la caduta della Repubblica islamica, dopo la repressione sanguinosa che ha soffocato una vasta ondata di contestazione da fine dicembre.
Alcuni brandivano bandiere verdi, bianche e rosse con un leone e un sole, vessillo della monarchia rovesciata nel 1979. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione senza scopo di lucro The Munich Circle, fondata da tedeschi di origine iraniana residenti a Monaco. I partecipanti hanno raggiunto il doppio del numero atteso dagli organizzatori.
In occasione della MSC, le autorità tedesche avevano annunciato un rafforzamento della sicurezza nella città, con la chiusura dello spazio aereo sopra Monaco per gli aeromobili, compresi i droni.
Reza Pahlavi chiede l’intervento di Trump
Durante il suo discorso alla MSC sabato mattina, il figlio in esilio dello scià deposto, Reza Pahlavi, ha chiesto a Donald Trump di “aiutare” il popolo iraniano, ritenendo che fosse “tempo di farla finita con la Repubblica islamica”.
Il leader dell’opposizione iraniana ha dichiarato che un intervento statunitense in Iran potrebbe salvare vite umane e ha esortato l’amministrazione del presidente Donald Trump a non perdere tempo a negoziare con i leader religiosi di Teheran su un accordo nucleare.
“È la rivendicazione che risuona dal bagno di sangue dei miei compatrioti, che non ci chiedono di riformare il regime, ma di aiutarli a seppellirlo”, ha aggiunto Pahlavi.

Reza Pahlavi durante il suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza
“La popolazione spera che a un certo punto venga presa la decisione che non c’è utilità, non c’è senso, non arriveremo da nessuna parte con i negoziati. Quindi, è tempo che gli Stati Uniti intervengano e facciano ciò che il presidente Trump ha promesso di fare, sostenere la popolazione”, ha detto Pahlavi.
Venerdì, in un discorso alle truppe statunitensi in Carolina del Nord, Trump ha detto che l’Iran si è dimostrato difficile nei negoziati nucleari e ha suggerito che instillare paura a Teheran potrebbe essere necessario per risolvere pacificamente lo stallo.
Ginevra ospiterà nuovi negoziati
Il sultanato dell’Oman terrà la prossima settimana a Ginevra nuovi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato la notizia a Keystone-ATS.
“Il DFAE è in contatto con le parti e ha ribadito la sua disponibilità a sostenere qualsiasi iniziativa diplomatica volta a promuovere la distensione”, ha indicato Nicolas Bideau, responsabile della comunicazione del DFAE. “La Svizzera accoglie con favore e sostiene questi colloqui”, ha aggiunto.
Washington e Teheran avevano già condotto negoziati sul programma nucleare iraniano lo scorso anno, senza raggiungere un accordo. Nuovi negoziati sono iniziati la scorsa settimana a Muscat, capitale dell’Oman.

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