Contestato l'operato della polizia (keystone)

Hong Kong, "Non cederemo"

Le autorità pro-cinesi non recedono dopo una delle giornate di protesta più violente - Bilancio di due feriti gravi

Carrie Lam, che guida l'Esecutivo politicamente vicino a Pechino, ha assicurato giovedì che le autorità di Hong Kong non cederanno di fronte alle pressioni popolari, al termine di una giornata segnata dalle violenze, una delle peggiori in cinque mesi di mobilitazione di piazza per ottenere riforme democratiche.

Un manifestante è stato ferito da un colpo di arma da fuoco che un poliziotto gli ha esploso contro da distanza ravvicinata -ed è la terza volta che accade dall'inizio delle contestazioni- mentre un uomo è stato trasformato in torcia umana da un individuo mascherato. Le condizioni di entrambi sono gravi. Per le forze dell'ordine, la seconda vittima è un simpatizzante delle autorità cinesi, che ha avuto un alterco con gli oppositori prima di essere cosparso di liquido infiammabile e bruciato. Le scena è stata filmata e le immagini sono state diffuse sui social.

Polizia e manifestanti si scambiano accuse reciproche, le prime facendo riferimento per esempio a molotov lanciate sui treni, le seconde a un eccessiva brutalità. "Ostinarsi in questo saccheggio è controproducente e tutti ne escono perdenti", secondo il portavoce della polizia, John Tse.

Stazioni della metropolitana prese di mira e barricate agli incroci in risposta a un appello allo sciopero generale hanno avuto quale effetto quello di paralizzare la città. Recarsi al lavoro è diventato un rompicapo e molti impiegati sono scesi in strada a manifestare durante la pausa pranzo. Per disperdere la folla, gli agenti hanno usato in diversi quartieri gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

 
AFP/pon
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