In cambio Trump riconosce la sovranità marocchina sul Sahara occidentale (keystone)

Il Marocco riconosce Israele

Quarto paese a ristabilire le relazioni con lo Stato ebraico sotto l'egida statunitense

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Marocco e Israele si sono accordati per normalizzare le loro relazioni diplomatiche, e non solo. Lo ha annunciato il presidente statunitense Donald Trump, al suo quarto successo nel quadro dei cosiddetti "accordi di Abramo" per riavvicinare lo Stato ebraico ai paesi arabi. Una giornata "storica" è stata evocata anche dal premier israeliano Benyamin Netanayahu.

 

Intese simili erano state raggiunte negli scorsi mesi con Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan e ci sono già stati contatti diplomatici anche con l'Arabia Saudita.

Accordo storico

Accordo storico

TG 20 di giovedì 13.08.2020

 

L'accordo prevede l'apertura di uffici di collegamento a Rabat e Tel Aviv, che potranno essere seguiti da vere e proprie ambasciate. Marocco e Israele avevano già avviato contatti negli anni '90 dopo gli accordi di pace con i palestinesi, ma dalla seconda intifada sono proseguiti solo in modo informale. Annualmente, però, migliaia di israeliani si recano in Marocco per riscoprire le loro radici: il paese magrebino ospitava una folta comunità prima della nascita di Israele nel 1948.

Il prezzo è il Sahara occidentale

In cambio della nuova intesa, Washington riconosce la sovranità marocchina sulla regione contesa del Sahara occidentale, dove vive il popolo Sahrawi e il Fronte Polisario ha dichiarato l'indipendenza nel 1976. L'ONU si impegna per una soluzione politica. Un referendum concordato con il cessate del fuoco del 1991 non ha ancora avuto luogo. Anche la Corte dell'Aia, già nel 1975, aveva sancito il diritto all'autodeterminazione della regione. Rabat - che controlla di fatto i tre quarti di questo territorio di 266'000 km2 - propone quale soluzione un'autonomia sotto la sua sovranità. L'ex colonia spagnola per le Nazioni Unite è "un territorio non autonomo" con status di osservatore. Ricco di fosfati e con 1'100 chilometri di coste ricche di pesce, conta mezzo milione di abitanti ed è tagliato da nord a sud da un muro di 2'700 chilometri costruito dai marocchini negli anni '80. Un contingente di caschi blu, la missione Minurso, garantisce la sicurezza in una zona tampone. Le trattative sul suo futuro, che coinvolgono anche Algeria e Mauritania, erano riprese nel 2018 in Svizzera, per poi arenarsi nuovamente nel 2019. Nel frattempo, il Marocco ha intrapreso diverse azioni per rafforzare la sua posizione, facendo aprire a una quindicina di paesi delle rappresentanze diplomatiche a Laayoune e Dakhla. Una recente incursione marocchina nella zona tampone, infine, aveva indotto il Polisario ad annunciare la fine della tregua.

AP/ATS/pon
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