Il Sudafrica riapre dopo un severo lockdown ma i contagi sono in aumento (keystone)

Il Sudafrica preoccupa l'OMS

Nel paese oltre 370'000 contagi. Il rischio è che la pandemia invada anche gli Stati vicini. I sistemi ospedalieri già vicini al collasso

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Il Sudafrica è nella lista delle nazioni per cui la Svizzera richiede una quarantena. Lo Stato africano, ad oggi, continua infatti ad essere il più colpito dalla pandemia di coronavirus di tutto il continente africano. I casi di contagio sono oramai oltre i 370'000 e le autorità locali, ma anche quelle sanitarie internazionali come l’OMS hanno forti timori che il sistema ospedaliero possa collassare nelle prossime settimane.

Il picco della epidemia è previsto tra agosto e settembre ma già oggi, appunto “le strutture ospedaliere adibite alla cura dei pazienti affetti da Covid-19 sono già quasi tutti pieni visto che si contano circa 10'000 contagi al giorno (quinto Paese al mondo per numero di malati). Due ministri sono ricoverati e il personale sanitario è allo stremo contando, anche, diversi contagi e decessi tra medici e infermieri. In totale finora ci sono stati 5'000 decessi legati al Covid-19”.

Malgrado la diffusione del virus e dopo settimane di rigido lockdown “il Governo ha deciso la riapertura di numerose attività per dare una boccata d’ossigeno all’economia duramente colpita dalla pandemia e che finora ha causato la perdita di un lavoro per oltre tre milioni di persone”.

Come accennato anche l’OMS è preoccupato per la diffusione del virus in altri Stati del continente africano. Michel Yaò, responsabile delle operazioni d’urgenza dell’OMS nella regione spiega che “il Sudafrica può esportare casi nei paesi vicini come il Lesotho o lo Swaziland senza contare che già in Africa occidentale Nigeria, Costa d’Avorio, Senegal e Ghana sono già confrontati con numeri di contagi particolarmente alti”. Se ci “saranno pochi casi la situazione sarà gestibile ma con centinaia o migliaia di contagi, le capacità il sistema sanitario sarà rapidamente travolto anche per la mancanza di mezzi tecnico sanitari. Stiamo cercando di ovviare in diversi modi a queste carenze”.

 

RG/Swing

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