Twitter, il caos delle spunte blu

TG 20 di sabato 12.11.2022

Il caos su Twitter

La spunta blu a pagamento ha aperto la porta a numerosi profili falsi - L'esperto Paolo Attivissimo: "Non è così che si combattono le fake news"

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"Sono fiero di essere tornato su Twitter e di poter dare il mio sostegno al presidente Joe Biden per la sua candidatura per le elezioni del 2024". Firmato: Donald J. Trump.

Che l'ex presidente degli Stati Uniti non smetta mai di sorprendere è assodato, ma che possa arrivare a sostenere pubblicamente il suo più grande nemico è decisamente poco probabile. Eppure non sono poche le persone che hanno creduto a questo tweet. Questo perché è stato pubblicato da un profilo che porta il marchio ufficiale di autenticazione del social network: la spunta blu, usata soprattutto dai personaggi pubblici per certificare la propria identità.

Per qualche giorno, infatti, per avere un profilo Twitter con la spunta blu è bastato sottoscrivere un abbonamento di 8 dollari al mese. Una possibilità che ha aperto la porta a numerosi profili falsi che hanno generato il caos. "Da oggi l'insulina sarà gratuita" è apparso, per esempio, sul profilo falso di una casa farmaceutica statunitense.

Il dietrofront di Musk

Il tutto è iniziato il 5 novembre, quando il neo capo di Twitter, Elon Musk, ha deciso di attivare una nuova versione di Twitter Blue, un abbonamento a pagamento già esistente che offriva diverse funzioni in più rispetto alla versione gratuita ma che fino a qualche giorno fa non permetteva di ottenere la spunta blu.

Non è chiaro cosa ci sia dietro la decisione di Elon Musk, ma la confusione generata in pochi giorni lo ha convinto a fare dietrofront. Venerdì sera l'azienda ha fatto sapere che il servizio è stato sospeso.

Impostori col bollino d'autenticazione

La recente decisione di Musk di offrire la spunta blu a pagamento non ha mancato di suscitare critiche e di sollevare interrogativi. "È chiaramente una decisione priva di senso" ha affermato al TG della RSI il giornalista informatico Paolo Attivissimo. "È ovvio che offrendo un sistema di autenticazione con la sottoscrizione di un abbonamento, si attirano gli impostori. Cosa sia passato per la mente di Musk, francamente non lo sa nessuno".

L'esperto ha sottolineato che in questo modo è stata tolta agli utenti la possibilità di sapere se si sta entrando in contatto con una persona reale o un impostore, "che ha addirittura un bollino di autenticazione". Un approccio che - lo ha detto sempre Attivissimo - "non sta assolutamente aiutando a togliere di mezzo le fake news. Anzi, consente ai creatori di fake news di avere un bollino di garanzia apparente".

TG/Solcà/Pa.St.
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