UE e Gran Bretagna lo avevano invitato a comparire per dare chiarimenti
UE e Gran Bretagna lo avevano invitato a comparire per dare chiarimenti (keystone)

Il mea culpa di Zuckerberg

Cambridge Analytica, il fondatore di Facebook ammette gli errori e promette rimedi

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"Sono responsabile di quello che è successo": con queste parole Mark Zuckerberg ha rotto il silenzio sullo scandalo dei dati personali raccolti su Facebook e utilizzati dalla società Cambridge Analytica per influenzare, fra l'altro, l'esito delle elezioni presidenziali statunitensi. "Abbiamo fatto degli errori, c'è ancora molto da fare", scrive sulla sua pagina personale il fondatore del social media.

"Abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazioni", aggiunge Zuckerberg, "e se non riusciamo a farlo non meritiamo di essere al vostro servizio". Menlo Park sta lavorando, assicura, "per capire esattamente cosa è successo e assicurarsi che non accada mai più". Delle misure sarebbero già state adottate negli ultimi anni e altre seguiranno, in particolare per quanto riguarda le app disponibili sulla piattaforma: grazie ad una di esse, "Thisisyourdigitallife", e approfittando delle falle nella sicurezza di Facebook, il ricercatore russo Alexander Kogan aveva fatto incetta delle informazioni all'origine dello scandalo.

pon/AFP/ANSA/ATS

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