Il premier italiano Mario Draghi mentre parla all'Assemblea generale dell'ONU a New York
Il premier italiano Mario Draghi mentre parla all'Assemblea generale dell'ONU a New York (Keystone)

Il mondo boccia i referendum d'annessione

All'Assemblea generale dell'ONU molti leader occidentali criticano il voto per l'annessione di territori ucraini voluto da Mosca. Altri crimini russi contro i civili nel Donbass

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Martedì notte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha minimizzato l'importanza dei "referendum" sull'annessione dei territori ucraini alla Russia, accogliendo con favore la condanna di questo progetto da parte dell'Occidente. "Ringrazio tutti gli amici e i partner dell'Ucraina per la loro massiccia e ferma condanna delle intenzioni della Russia di organizzare un altro pseudo-referendum", ha detto nel suo videomessaggio serale, ridimensionandone l'importanza e segnalando che avvengono alla luce della controffensiva ucraina di queste ultime settimane.

“Ci sono state alcune notizie piuttosto rumorose dalla Russia. Ma cosa è successo? Cosa c'è di nuovo rispetto a quanto già detto prima?", si è chiesto Zelensky. "La nostra posizione non cambia sulla base di queste voci o di qualsiasi altro annuncio", ha aggiunto il capo dello Stato di Kiev, chiedendo di "mantenere la pressione" sulla Russia: "Preserviamo la nostra unità, proteggiamo l'Ucraina, liberiamo la nostra terra e non mostriamo debolezza". L'esigenza di non allentare la pressione su Mosca è stata sottolineata pure dal segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.

 

Le autorità insediate da Mosca in varie regioni dell'Ucraina occupate dai militari di Mosca hanno annunciato martedì lo svolgimento urgente dal 23 al 27 settembre di “referendum” di annessione da parte della Russia, nel bel mezzo di una massiccia controffensiva ucraina.

Leader mondiali uniti contro i referendum

Ma nella notte davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite molti leader occidentali hanno criticato duramente l'idea del voto per l'annessione di territori ucraini da parte di Mosca. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha stabilito che "questi referendum fittizi non sono accettabili", mentre dal canto suo il premier italiano uscente Mario Draghi si è detto convinto che "finora la Russia non ha dimostrato di volere la fine del conflitto: i referendum per l'indipendenza nel Donbass sono un'ulteriore violazione del diritto internazionale che condanniamo con fermezza".

 

Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece stigmatizzato "un ritorno all'era dell'imperialismo e delle colonie" e poco prima aveva descritto i referendum annunciati come una "parodia". Da parte sua, il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha affermato a New York che "la Svizzera non riconoscerà i risultati di tali referendum poiché violano l'integrità territoriale di un Paese, il che è parte integrante della Carta dell'ONU".

 

Ma non solo gli occidentali hanno respinto quelli che Washington definisce "i referendum-farsa": il premier giapponese Fumio Kishida nel suo intervento all'ONU ha dichiarato che l'invasione russa dell'Ucraina "non avrebbe mai dovuto essere tollerata" e "calpesta la filosofia della carta dell'ONU", deplorando che "la minaccia di usare l'arma nucleare, come ha fatto la Russia, per non parlare di usarla, è inaccettabile".

L'orrore nel Donbass che Mosca vuole annettere

E mentre il mondo critica il referendum voluto da Mosca a gran velocità soprattutto nel Donbass, in questa regione la gente convive con l'orrore causato dai soldati russi, come lo testimoniano le immagini che arrivano da Kamianka, ormai villaggio fantasma, e da quanto affermano Mykola Gonchar, 58 anni, e sua madre Nina, 92 anni, che sopravvivono ai bombardamenti contro Bohorodychne, nell'Oblast di Donetsk, un villaggio in prima linea perso e riconquistato più volte da ucraini e truppe del Cremlino.

I Gonchar sono probabilmente gli unici due abitanti rimasti nella località colpita dal fuoco incrociato fin dalla primavera scorsa. Secondo i soldati ucraini sul posto, gli ultimi militari russi hanno lasciato la scena solo pochi giorni fa, fuggendo davanti all'offensiva ucraina che avanza nel nord-est del Paese.

Il 10 luglio "sono arrivati ​​i russi e hanno ucciso mio fratello e mia cognata", ha detto Mykola Gontchar all'AFP davanti alla sua casa, danneggiata dai bombardamenti. L'uomo dice di aver seppellito lui stesso i corpi dei suoi cari, avvolgendoli in coperte; a suo avviso i soldati russi volevano occupare una casa che apparteneva a suo fratello. Dato il rifiuto di quest'ultimo, i russi hanno distrutto la casa con un proiettile di artiglieria, uccidendo così la coppia.

Al via l'assemblea generale ONU

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TG 20 di martedì 20.09.2022

AFP/EnCa
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