Un immagine scattata in un centro di detenzione delle guardie di confine a Rio Grande, in Texas (keystone)

Il pianto che scuote gli animi

Una registrazione effettuata all'interno di un centro di detenzione statunitense amplifica la polemica sulle politiche migratorie di Trump

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"Papà, papà ...", è l'invocazione di un bambino messicano che piange dopo essere stato separato dai suoi genitori. Una registrazione pubblicata martedì dal sito d'inchiesta Propublica, effettuata all'interno di un centro di detenzione delle guardie di confine statunitensi (non è dato sapere dove esattamente), che scuote le coscienze e che alimenta la polemica sulle politiche migratorie del presidente statunitense Donald Trump.

Una scelta, quella di separare i piccoli rifugiati da mamma e papà, criticata lunedì anche dalla first lady Melania Trump, dai democratici statunitensi, da parte dello stesso Partito repubblicano e dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Critiche e denunce che non hanno scalfito l'amministrazione Trump. Il presidente ha ribadito la linea dura, sostenendo che "gli Stati Uniti non diventeranno un campo di migranti". Dopo l'annuncio di maggio della politica di "tolleranza zero", 2'234 bambini e giovani migranti sono stati separati dalle loro famiglie.

 

Il parere dell'esperto

"Certo, è illegale sottrarre i figli e porli in apposite strutture separati dai genitori, perché viola le convenzioni internazionali sui rifugiati firmate dagli Stati Uniti ed è anche una violazione delle nostre leggi nazionali, che permettono alle persone in arrivo nel nostro territorio di presentare domanda di asilo. Queste vengono invece incriminate per ingresso non autorizzato. Quello che sta accadendo è assolutamente indegno". Sono le parole di David Leopold, presidente dell'Associazione americana degli avvocati per l'immigrazione.

 

ATS/CaL

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