È salito a 687 milioni di franchi l’ammontare degli averi venezuelani attualmente congelati in Svizzera.
Lo ha reso noto lunedì il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), chiamato in causa dall’agenzia AFP. È stata in tal modo fornita per la prima volta una cifra per questi beni congelati. Un’ordinanza per il blocco dei beni del deposto presidente Nicolas Maduro, della moglie e di altre persone a lui legate è entrata in vigore lo scorso 5 gennaio.
“Ad oggi un totale di 687 milioni” sono stati annunciati “da intermediari finanziari svizzeri all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro”, ha riferito il DFAE, senza precisare i nomi dei detentori di questi averi. Si tratta di un blocco preventivo con l’obiettivo di “prevenire qualsiasi fuga di capitali e di consentire l’assistenza giudiziaria fra la Svizzera e il Venezuela”, ha quindi spiegato il DFAE, aggiungendo che “nessun membro dell’attuale Governo” è stato inserito nella lista.
Il blocco completa sanzioni in vigore dal 2018 in Svizzera nei confronti di dirigenti venezuelani, avendo Berna ripreso le relative sanzioni decise dall’Unione europea. Circa due terzi dell’ammontare annunciato erano già stati congelati nel quadro di precedenti procedure penali. Sulla base dell’ordinanza di inizio gennaio, quindi, sono stati bloccati 239 milioni di franchi supplementari.
Maduro e la moglie, catturati dalle forze USA, durante una spettacolare operazione militare lo scorso 3 gennaio, sono ora detenuti e in attesa di essere processati per narcotraffico a New York, dove l’ex presidente si è dichiarato “prigioniero di guerra”.
Col congelamento degli averi la Confederazione consente alle autorità giudiziarie dei Paesi interessati di inviarle richieste di assistenza giudiziaria nel quadro delle loro inchieste penali. Compete però alle autorità competenti dei Paesi l’avvio delle procedure necessarie e la prova dell’origine illecita dei beni.

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Telegiornale 20.02.2026, 20:00











