Iperconnessi e preoccupati

Ritratto di giovani che vivono attorno al Mediterraneo tra tradizioni, innovazioni e preoccupazioni

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Sono incollati ai telefonini e ai social media, indifferenti o quasi agli attuali mezzi di informazione, perennemente alla ricerca di un lavoro, preoccupati per il loro futuro, in bilico fra tradizioni e innovazioni. Ma non solo, pronti a lasciare il loro paese per trovare maggiore sicurezza oppure, ritornarci, oramai consapevoli che l’Eldorado non è sempre altrove. Sono questi i giovani che vivono sulle sponde del Mediterraneo e che alla fine, se non per specificità culturali e sociali, non differiscono da tutti gli altri ragazzi.

Ce li siamo fatti raccontare e descrivere da interlocutori diversi e provenienti da paesi differenti (guarda il video) durante la Conferenza permanente dell’audiovisivo del Mediterraneo (COPEAM) svoltasi ad Ajaccio, in Corsica, ispirati dal tema scelto per questa 23esima edizione: Quale avvenire per i giovani del Mediterraneo? – Quale il contributo dei media.

Ajaccio
Ajaccio (RSI/AlesS)

 

Abbiamo così scoperto che i ragazzi egiziani ad esempio amano passare il loro tempo nei grandi centri commerciali, al fresco, e che, se possono, si sposano prima possibile. Oppure che in Algeria, in molti stanno creando loro società e aziende. Imprese rese possibili grazie all’aiuto del Governo, che in questo modo riesce ad arginare l'emigrazione giovanile (anche quella clandestina), una delle maggiori preoccupazioni di tante altre realtà, Corsica compresa.

Alessandra Spataro

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