Il governo di Donald Trump ha difeso domenica le azioni degli agenti federali che hanno ucciso sabato, a colpi di arma da fuoco, un infermiere a Minneapolis, provocando l’indignazione della popolazione e quella dei Democratici, che denunciano menzogne e una polizia dell’immigrazione fuori controllo.
Alex Pretti, un infermiere statunitense di 37 anni, impiegato nel reparto di rianimazione di un ospedale per veterani, è stato ucciso dopo un alterco con alcuni agenti federali a Minneapolis, città del nord degli Stati Uniti, durante una manifestazione contro le operazioni della polizia dell’immigrazione (ICE). La sua morte aggrava una situazione già tesa dopo l’uccisione di Renee Good, colpita da tre proiettili in faccia il 7 gennaio sparati da un agente dell’ICE, sempre a Minneapolis. Da allora la città del Minnesota è scossa da proteste contro la presenza della polizia dell’immigrazione mentre Renee Good è diventata un simbolo degli eccessi di cui è regolarmente accusata l’ICE. Sabato sera, diverse centinaia di manifestanti si sono radunati in un parco della città, con un freddo glaciale, per protestare contro la morte di Alex Pretti.
La versione dell’amministrazione Trump
Come aveva fatto dopo la morte di Renee Good, il governo Trump ha immediatamente respinto le accuse per la morte di Alex Pretti, con la ministra della Sicurezza interna, Kristi Noem, che ha accusato la vittima, in particolare, di “terrorismo” perché, secondo lei, si apprestava a mettere in pericolo gli agenti con una pistola di cui le autorità hanno pubblicato un’immagine. “Non si può attaccare le forze dell’ordine in questo Paese senza subirne le conseguenze”, ha ribadito da parte sua sul canale Fox News il direttore dell’FBI, Kash Patel.

Kristi Noem mentre parla dell'infermiere ucciso da un agente federale dell'immigrazione a Minneapolis. 24 gennaio 2026
Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) ha affermato, dopo la sparatoria, che Alex Pretti, “si era avvicinato agli agenti con una pistola semiautomatica calibro 9 mm” e aveva “opposto resistenza violenta” quando avevano tentato di disarmarlo. Il DHS non specifica se l’uomo impugnasse l’arma in quel momento.
Greg Bovino: “le vittime sono gli agenti”
Nonostante la morte dell’infermiere, l’alto funzionario della polizia di frontiera, Greg Bovino, ha sostenuto domenica su CNN che “le vittime sono gli agenti”. Bovino ha anche elogiato “la formazione fantastica” e il “super lavoro” degli agenti che “hanno impedito possibili spari contro le forze dell’ordine”.

Gregory Bovino
Trump, da parte sua, ha accusato i rappresentanti Democratici locali di essere all’origine delle tensioni. “Il sindaco e il governatore spingono all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante”, ha accusato sulla sua piattaforma Truth Social, chiedendo di lasciare che la polizia dell’immigrazione “faccia il suo lavoro”.
“Menzogne disgustose”
Le immagini di diversi video, ripresi da diversi punti di vista, mostrano quanto accaduto e sono state ampiamente diffuse dai media USA. Le analisi su questi video effettuate da AFP, dal Washington Post, dal New York Times e da diversi altri media, sembrano però contraddire la versione governativa.
Immagini tratte dai video sono state pubblicate anche sul sito della BBC e sul sito di RTS.
Almeno 10 colpi di arma da fuoco
Le immagini mostrano Alex Pretti, telefono in mano (e non con in mano una pistola), in una strada innevata, mentre filma uomini armati in borghese che indossano giubbotti con la scritta “Police”. Pretti interviene quando un agente getta a terra una manifestante sul marciapiede, si interpone tra l’agente e la donna, poi alza il braccio sinistro per proteggersi mentre l’agente gli spruzza gas lacrimogeno in faccia. Un agente immobilizza Pretti a terra, diversi suoi colleghi intervengono e lottano per ammanettarlo, su un terreno ghiacciato.
Pochi secondi dopo, mentre un agente vestito di grigio sembra togliere qualcosa all’altezza della vita di Alex Pretti, che è inginocchiato e piegato in avanti, con diversi poliziotti sopra di lui, come mostra il video pubblicato dal Washington Post (il giornale evidenzia in un frame il momento nel quale viene tolta la cosa all’altezza della vita di Pretti e la definisce “gun removed”, rimozione della pistola) viene sparato un primo colpo. Gli agenti si allontanano bruscamente e sparano poi più volte a distanza sul corpo inanimato di Pretti. Si sentono almeno dieci colpi di arma da fuoco.
Cosa dicono i due testimoni oculari
Ci sono inoltre due testimoni oculari: in una dichiarazione giurata hanno dichiarato che l’uomo non stava brandendo un’arma. Uno è una donna che ha filmato il video più chiaro della sparatoria; l’altro è un medico di 29 anni che vive nelle vicinanze. “Gli agenti - ha deposto - hanno gettato l’uomo a terra. Non l’ho visto toccare nessuno di loro, non era nemmeno rivolto verso di loro. Non sembrava stesse cercando di resistere, stava solo cercando di aiutare una donna ad alzarsi. Non l’ho visto con una pistola. Lo hanno gettato a terra. Quattro o cinque agenti lo tenevano a terra e hanno iniziato a sparargli”.
Il secondo testimone ha dichiarato di aver visto la tragedia dalla finestra del suo appartamento vicino alla scena. Prima della sparatoria ha detto di aver visto Pretti urlare contro gli agenti, ma “non l’ho visto attaccarli, né brandire alcun tipo di arma”. Quando ha tentato di prestare soccorso, inizialmente gli è stato impedito, ha proseguito il medico, riferendo che la vittima aveva almeno tre ferite d’arma da fuoco alla schiena, oltre ad una sul torace superiore sinistro e un’altra possibile ferita al collo.
Dopo la sparatoria, il DHS ha pubblicato su X una foto di un’arma da fuoco, presentata come quella trovata sulla vittima. Secondo il DHS, “sembra una situazione in cui un individuo voleva fare il massimo danno e massacrare membri delle forze dell’ordine”.
Ma in un comunicato, i genitori di Alex Pretti hanno accusato l’amministrazione Trump di diffondere “menzogne disgustose” sul loro figlio, “una persona dal grande cuore”.
“Chiaramente non impugna alcuna arma quando viene attaccato dai vigliacchi assassini dell’ICE di Trump”, hanno sottolineato, riferendosi all’acronimo che indica la polizia federale dell’immigrazione. “Ha il telefono nella mano destra, la mano sinistra è alzata sopra la testa mentre cerca di proteggere la donna che l’ICE ha appena gettato a terra, mentre viene spruzzato con gas lacrimogeni”.
“Il diritto degli americani di portare armi”
L’associazione dei Proprietari di armi d’America (GOA) ha condannato la dichiarazione di un procuratore della California, Bill Essayli, che ha scritto su X che “se vi avvicinate a membri delle forze dell’ordine con un’arma, ci sono alte probabilità che avranno legalmente ragione di spararvi”. La GOA ha sottolineato che “il secondo emendamento protegge il diritto degli americani di portare armi mentre manifestano - un diritto su cui il governo federale non deve interferire”. La National Rifle Association (NRA) ha definito “pericolose e false” le parole del procuratore Essayli. “Voci pubbliche responsabili dovrebbero attendere un’indagine completa invece di fare generalizzazioni e demonizzare cittadini rispettosi della legge”, ha sottolineato la potente lobby americana pro-armi.
L’indignazione dei Democratici
Numerosi esponenti dell’opposizione, da parte loro, hanno espresso la loro rabbia di fronte alle affermazioni del governo Trump. Il senatore Democratico Chris Murphy, domenica sulla CNN, ha accusato i responsabili Repubblicani di essere “spudorati bugiardi”. “Dovrebbe spaventare il grande pubblico americano che l’amministrazione Trump menta così facilmente”, ha aggiunto.
“Caos”
Il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, aveva chiesto sabato che l’inchiesta fosse supervisionata dalle autorità locali, e non federali. “Non ci si può fidare dello Stato federale”, ha affermato, prima di accusare l’ICE di seminare “caos e violenza”.
“Preservare le prove legate alla morte di Alex Pretti”
In una decisione di sabato sera, un giudice federale in Minnesota ha inoltre ordinato all’amministrazione Trump di preservare le prove legate alla morte di Alex Pretti e ha emesso un ordine restrittivo temporaneo che impedisce ai funzionari federali di “distruggere o alterare le prove relative alla sparatoria mortale che ha coinvolto agenti federali” avvenuta sabato. L’ordine - emanato dal giudice Eric C. Tostrud, nominato da Trump - è stato emesso nell’ambito di una causa presentata poche ore prima da funzionari della contea e dello Stato, che stanno indagando sulla sparatoria ma affermano di essere stati ostacolati dai funzionari federali. Il procuratore generale del Minnesota ha sottolineato che l’ordine è necessario per garantire un’indagine “completa, imparziale e trasparente” sulla morte di Alex Pretti e ha promesso che lo Stato non si accontenterà di meno.
Barack e Michelle Obama: “campanello d’allarme per ogni americano”
Tra le tante condanne dell’operato dell’ICE da registrare quella di Barack e Michelle Obama: “L’uccisione di Alex Pretti è una tragedia straziante. Dovrebbe anche essere un campanello d’allarme per ogni americano, indipendentemente dal partito di appartenenza, poiché molti dei nostri valori fondamentali come nazione sono sempre più sotto attacco”.
Giornalisti italiani della RAI minacciati dall’ICE
‘’Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”.... Siamo a Minneapolis, sull’auto ci sono i nostri inviati Laura Cappon e Daniele Babbo. Intorno al veicolo gli agenti federali dell’ICE’‘. Così su Instagram la trasmissione Rai In mezz’ora denuncia, postando un video di quanto accaduto, le minacce a due suoi giornalisti che si trovavano a Minneapolis per fare un servizio sulle violenze degli agenti ICE. Il video è stato pubblicato anche da Repubblica. “Abbiamo una macchina dell’ICE davanti e una dietro. Siamo intrappolati”, dice Laura Cappon, descrivendo nel video quello che sta succedendo. A quel punto tre agenti si avvicinano all’auto e intimano alla donna che è al volante di abbassare il finestrino. ‘’No, non sto facendo nulla di male. Sto solo guidando nella mia comunità’‘, risponde lei, mentre al suo fianco Cappon dice ‘Press. We are press italian’. A quel punto scatta la minaccia degli agenti: ‘‘Questo è l’unico avvertimento. Se continuate a filmarci, se continuate a seguirci spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto’‘.

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