Boris Johnson all'uscita del numero 10 di Downing Street (Keystone)

Johnson, scuse ma nessun passo indietro

Inchiesta interna sul partygate britannico: le feste durante il lockdown non dovevano essere autorizzate. Il premier in Parlamento: "Capisco la rabbia dei cittadini"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Comportamenti difficili da giustificare, gravi errori di leadership e giudizio da parte dell'amministrazione Johnson, eventi che non avrebbero dovuti essere autorizzati. Il rapporto interno sullo scandalo delle feste al numero 10 di Downing Street, che si concentra su 12 eventi dal maggio 2020 all'aprile 2021, non è tenero con il premier britannico Boris Johnson e il suo gabinetto.

Per l'inchiesta interna, il cui rapporto è stato pubblicato solo in parte per non entrare in conflitto con l'inchiesta della polizia, sono state sentite oltre 70 persone, controllati email e messaggi, analizzate fotografie e i registri su entrate e uscite dalla residenza del primo ministro.

Secondo il documento, i comportamenti, con sullo sfondo la pandemia e le restrizioni imposte alla popolazione, sono difficili da giustificare e in alcuni casi non solo non hanno rispettato gli elevati standard attesi da chi governa, ma quelli che ci si aspetta dal comune cittadino.

Il rapporto sottolinea che le feste mettono in evidenza la mancanza di considerazione della situazione e di come le feste sarebbero state percepite dai cittadini. Il documento termina sottolineando che ci sono diverse lezioni da trarre da questi fallimenti che devono essere immediatamente applicate, senza attendere la fine dell'inchiesta lanciata dalla polizia.

Boris Johnson si scusa di nuovo davanti al Parlamento

Boris Johnson, dopo la pubblicazione del rapporto, si è presentato davanti al Parlamento dove si è scusato di nuovo per come è stata gestita la questione e ha detto di capire la rabbia della popolazione. Il premier ha anche accettato l'invito contenuto nel documento ad agire immediatamente e ha affermato che si sta lavorando per cambiare come viene gestita Downing Street. Cambiamenti che, secondo Johnson, devono permettere al Governo di proseguire con il lavoro per il quale è stato eletto.

Starmer a Johnson: "Uomo senza vergogna"

"Un uomo senza vergogna". Queste le parole durissime contro il premier britannico Boris Johnson pronunciate dal leader dell'opposizione laburista, Keir Starmer, intervenendo ai Comuni dopo la pubblicazione del rapporto Gray sul partygate.

Starmer ha affermato anche che Johnson è "inadatto" al suo ruolo di primo ministro e chiesto nuovamente le sue dimissioni. Starmer ha detto anche che non c'è nessun dubbio sul fatto che Johnson sia soggetto a un'inchiesta di polizia, come emerso dal documento pubblicato lunedì.

Reuters/AP/sf/M. Ang.
Condividi