Danze e vestiti tradizionali per festeggiare l'indipendenza
Danze e vestiti tradizionali per festeggiare l'indipendenza (Keystone)

Kosovo, 10 anni d'indipendenza

Lo Stato autoproclamatosi indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008 lotta ancora per essere riconosciuto internazionalmente

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Il Kosovo festeggia sabato i primi 10 anni di indipendenza proclamata unilateralmente da Pristina il 17 febbraio 2008. Un'indipendenza tutt’ora fragile, considerato che alle Nazioni Unite è riconosciuta unicamente da 116 Paesi su 193.

 

Lo Stato, che la Serbia continua a considerare una sua provincia meridionale a maggioranza albanese, ha progressivamente consolidato la sua struttura politica e istituzionale con un programma di riforme di respiro democratico, ha ribadito la sua prospettiva europea con l'Accordo di associazione e stabilizzazione con la UE, ha aderito a varie organizzazione internazionali e ha proseguito nel dialogo con Belgrado in vista di una auspicata piena normalizzazione dei rapporti.

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Restano tuttavia non pochi problemi e ostacoli che impediscono al piccolo paese balcanico di affrancarsi del tutto dal controllo internazionale e fare il salto decisivo verso la piena sovranità.

 

Il primo decennio di indipendenza viene interpretato dalla dirigenza kosovara come un periodo di grandi successi e passi avanti, dai critici, invece, gli anni trascorsi vengono visti come parzialmente persi e non sfruttati al meglio per rafforzare lo Stato, la politica e l'economia.

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Il Kosovo resta l'unico paese dei Balcani occidentali con l'obbligo del visto per i propri cittadini in viaggio nello spazio Schengen. Inoltre, pur con una crescita del 4%, la disoccupazione resta a livelli molto alti, poco al di sotto del 30%, con una povertà ancora molto diffusa che spinge in primo luogo i giovani a emigrare verso i paesi dell'Europa occidentale. Difficoltà economiche e mancanza di prospettive che concorrono anche ad alimentare l'estremismo religioso e la decisione di tanti abitanti di aderire a gruppi estremisti e integralisti recandosi a combattere con formazioni terroriste. Sono stati finora circa 300 i combattenti islamici kosovari che si sono recati in Siria e in Iraq.

ATS/Nad

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