L’Europa preda del virus

Uno studio ne aveva previsto il ritorno in questo periodo. Abbiamo raggiunto gli autori che confermano le previsioni

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Il massiccio aumento delle infezioni registrato in Europa nelle ultime settimane ha provocato la reazione di alcuni Governi, che stanno inasprendo le misure di protezione. Dietro ai record di casi giornalieri registrati vi è una seconda ondata?

Francesco Sannino e Giacomo Cacciapaglia rispondono “sì”. A fine settembre, i due ricercatori - rispettivamente all'Università della Danimarca meridionale e all’Institut de Physique des 2 Infinis di Lione – avevano pubblicato uno studio sulla rivista “Scientific Reports” che anticipava il ritorno del virus in Europa.

Gli autori della ricerca, basata sui dati di primavera, avevano avvertito che la seconda ondata si sarebbe presentata tra luglio 2020 e gennaio 2021. “In diversi paesi è iniziata a metà agosto e adesso si sta propagando a tutta l’Europa, proprio come un’onda”, spiega Francesco Sannino.

Due, secondo lo studio, i fattori che incidono sulle tempistiche dei picchi: la chiusura delle frontiere e le regole di distanza sociale. Dei due provvedimenti, il secondo sarebbe il più efficace. “Una volta che è cominciata la pandemia, l’unica cosa da fare è regolare il distanziamento sociale”, riassume il professore italiano.

E proprio le misure di protezione sono l’elemento più importante per rallentare l’andamento dei contagi, ricorda l’altro autore dello studio, Giacomo Cacciapaglia. “Anche se non conosciamo con certezza quello che capiterà, guardando i dati sembra che questo virus si presenti a ondate successive”.

Alberto Silini
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