Alcune delle tifose che avevano avuto accesso allo stadio Azadi per la finale della Champions asiatica tra Persepolis e Kashima Antlers (Keystone)

L'Iran apre gli stadi alle donne

Il governo ha tolto il divieto per le tifose di assistere alle partite, cominciando da quelle delle nazionale

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Svolta storica in Iran. Dopo quasi 40 anni le donne potranno di nuovo entrare negli stadi per assistere alle partite di calcio. Inizialmente, però, solo a quelle della nazionale. Lo ha annunciato il ministro dello sport di Teheran.

La decisione è giunta dopo le prolungate pressioni della FIFA che minacciava di escludere le rappresentative della Repubblica islamica dalle competizioni internazionali. Un ruolo lo ha anche avuto la mobilitazione sorta dopo la tragica vicenda di Sahar Khodayari, datasi fuoco davanti al tribunale per non tornare in carcere dopo essere stata scoperta sulle tribune travestita da uomo. La 30enne, nota anche come la ragazza in blu, stava assistendo a una partita della sua squadra del cuore: l'Esteghlal, allenata dall'italiano Andrea Stramaccioni.

"Tutti i preparativi necessari sono stati fatti, in modo che le donne, inizialmente solo per le partite internazionali, possano entrare negli stadi di calcio", ha annunciato in una nota il ministro Masoud Soltanifar.

Il governo del presidente Hassan Rohani aveva già mostrato aperture sul tema e sospeso occasionalmente il divieto (come per la finale della Champions League asiatica giocata il 10 novembre 2018), scontrandosi però con il clero sciita più conservatore. Dopo la rivoluzione islamica del 1979, dal 1982 alle donne è stato impedito di entrare negli stadi dalla polizia religiosa per evitare contatti con uomini che non fossero parenti.

La liberalizzazione è attesa dalla partita che il 10 ottobre la nazionale maschile giocherà allo stadio Azadi contro la Cambogia per le qualificazioni al Mondiale del 2022 in Qatar. Una parte dei quasi 100'000 posti del gigantesco impianto della capitale saranno quindi riservati alle tifose.

Diem/ATS
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