Dragan Covic, il ministro degli esteri Bert Koenders per la presidenza di turno olandese e Federica Mogherini
Dragan Covic, il ministro degli esteri Bert Koenders per la presidenza di turno olandese e Federica Mogherini (keystone)

La Bosnia chiede l'adesione

Primo passo di Sarajevo verso l'UE, ma ci vorranno degli anni e molte riforme

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La Bosnia-Erzegovina ha chiesto ufficialmente l'adesione all'Unione Europea, per la quale dovrà comunque attendere ancora diversi anni. Lo ha annunciato oggi, lunedì, la rappresentante per la politica estera dei Ventotto, Federica Mogherini, precisando che si tratta di "una buona notizia". Sarajevo, tuttavia, non ha ancora soddisfatto tutte le condizioni: "il 2016 sarà pieno di sfide", ha detto in una cerimonia a Bruxelles Dragan Covic, che guida la presidenza collegiale del paese di 3,8 milioni di abitanti, nato dopo la guerra nell'ex Iugoslavia degli anni '90 e che raggruppa la federazione di croati e musulmani e la Republika Srpska.

 

Il paese era indicato come potenziale candidato all'adesione già nel 2003, ma non ha mai raggiunto questo statuto, a causa delle divergenze fra comunità che ne bloccavano le riforme. Negli ultimi mesi però ne ha portate a termine alcune. Deve migliorare la propria economia (40% di disoccupati) e "le elezioni locali dovranno dimostrare che possiamo portare il cambiamento", ha dichiarato Covic. "Siamo anche noi parte di questo continente", ha affermato, ricordando che la vicina Croazia è già nell'UE e che Serbia e Montenegro sono già sulla via dell'integrazione.

pon/AFP/ATS

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