Greta Thunberg ha detto no per evitare i soliti "bla bla" e come lei sono molti gli attivisti a boicottare, ma qualche presenza comunque c'è (archivio keystone)

La COP e l’assenza (o presenza) degli attivisti

A Sharm El-Sheikh, tra un discorso politico e l’altro, fa discutere l’approccio dei difensori del clima sempre più critico verso le conferenze internazionali

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Esserci o non esserci, questo è il vero dilemma della COP27, almeno per quanto riguarda gli attivisti climatici. Greta Thunberg ha detto di no, delusa da quella che aveva già definito la celebrazione del “bla bla” e amareggiata per i limiti al dissenso imposti dal regime egiziano. E le ONG svizzere che ne pensano?

Nella delegazione ufficiale della Confederazione c'è un esponente del WWF come rappresentante delle associazioni ambientaliste. Un'opportunità, spiega la portavoce Pierette Rey alla RSI, per difendere i propri argomenti anche all'interno della delegazione. “Si tratta di un solo rappresentante, ma il WWF internazionale ne avrà altri sul posto per convincere e anche per stabilire preziosi contatti ai margini della conferenza”.

COP27, inizio dei lavori

COP27, inizio dei lavori

TG 12:30 di lunedì 07.11.2022

 

Greenpeace internazionale pure ci sarà, anche se in versione ridotta rispetto al solito. E nessuno ha fatto il viaggio dalla Svizzera: “Abbiamo scelto di mettere la priorità sulle prossime votazioni in Svizzera e sulla causa degli anziani per il clima - spiega l’attivista Georg Klingler”. Nondimeno Klingler crede nell'utilità della conferenza: “Un problema globale ha bisogno di uno spazio globale in cui cercare delle soluzioni. C'è però molto ‘greenwashing’: Coca-Cola è lo sponsor ufficiale e a Glasgow l'industria fossile aveva una delle più grosse delegazioni. Malgrado ciò la COP permette dei piccoli progressi che altrimenti non ci sarebbero”. Un esempio è il fatto di aver fissato l'obiettivo di un grado e mezzo massimo di riscaldamento globale, “anche se siamo ben lontani dalla meta”.

Sciopero per il Clima con Greta

In perfetta sintonia con Greta troviamo invece un suo coetaneo, Cyrill Herrmann di “Sciopero per il clima Svizzera, secondo il quale alle conferenze sul clima c'è ancora troppo poco spazio per i giovani come lui, che pure si occupa intensamente dell'argomento da 3 o 4 anni. “Possiamo solo stare a guardare” dice, “e a noi non basta, soprattutto se dobbiamo andare in un Paese che non rispetta i diritti umani e dove gli attivisti locali stessi ci chiedono di non venire”. Non per questo Cyrill Hermann nega l'importanza dei consessi internazionali: in dicembre volerà infatti in Canada per la prossima conferenza dell'ONU sulla biodiversità.

RG-Mottini/dielle
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