Bloccato il download dell'app per l'"Uber cinese" (keystone)

La Cina contro Didi

L'autorità per il cyberspazio ha bloccato il download dell'app dell'"Uber cinese" per presunte violazioni della privacy dei clienti

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Il rivale di Uber, il cinese Didi, sta affrontando perdite finanziarie a causa delle restrizioni imposte dall’autorità cinese per il cyberspazio che nei giorni scorsi aveva disattivato la possibilità di scaricare la app del servizio sul territorio cinese, riducendo così le potenziali entrate in Cina.

Entrata trionfalmente alla Borsa di New York la scorsa settimana, Didi, malgrado lo stop cinese (che dovrebbe però interessare solo i nuovi clienti e non quelli già esistenti e che hanno scaricato la app), non sembra inquietare gli analisti che ritengono la base di clienti sul territorio cinese e le attività di “affitto” di vetture con conducente in altri 15 Paesi, sufficientemente solide da garantire comunque dei buoni profitti.

L'autorità cinese per il cyberspazio aveva già avviato, tempo fa, un’indagine su Didi per presunte violazioni della sicurezza nazionale e ora sta valutando l’acquisizione da parte della società dei dati personali dei clienti. Dal canto suo l’azienda ha affermato che i dati raccolti servono per ricerca tecnologica e analisi dei volumi di traffico e che è intenzionata ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la privacy e l’anonimità dei dati dei clienti.

Altre aziende nel mirino

Nel frattempo sempre il “guardiano” digitale cinese ha annunciato, lunedì, di aver aperto delle indagini anche contro il sito di reclutamento del personale Zhipin.com e contro le app dedicate specialmente ai conducenti di mezzi pesanti Huochebang e Yunmanman, come parte di un rafforzamento dei controlli sulla sicurezza dei dati. Il proprietario delle due app, Full Truck Alliance, soprannominato l'Uber dei camion, ha più di 10 milioni di autisti registrati e più di cinque milioni di camion terzi sulla sua piattaforma.

ATS/Reuters/Swing

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