I missili nucleari cinesi Df-41 (reuters)

La Cina mostra i muscoli

Parata militare per i 70 anni della Repubblica: schierati per la prima volta i missili capaci di colpire gli USA in meno di un'ora

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La Cina, in occasione della parata militare per celebrare i 70 anni della fondazione della Repubblica popolare (1 ottobre 1949), ha schierato, per la prima volta, i missili intercontinentali mobili a combustibile solido Df-41, i temuti vettori balistici capaci di trasportare fino a 10 testate nucleari ciascuno e di raggiungere il territorio USA in meno di un'ora. Durante l'ispezione delle truppe da parte del presidente Xi Jinping, che è anche comandante in capo dell'esercito, si sono visti diversi missili, tra cui i supersonici Df-58 e i DF17, in grado di volare a una velocità cinque volte superiore a quella del suono e di evitare di essere intercettati dai radar.

Una dimostrazione di forza

 

Lo sfoggio dei missili intercontinentali è stato letto da molti analisti come una rivendicazione dello status di superpotenza mondiale. Lo stesso Xi Jinping ha dichiarato che nessuna forza può scuotere la Cina in occasione del suo discorso su piazza Tienanmen, prima di ispezionare le truppe schierate in occasione della parata, che si è aperta con una lunga raffica di colpi a salve sparata da cannoni. I festeggiamenti, oltre alla parata, prevedono una grande manifestazione in Piazza Tienanmen, una sfilata civile, e un corteo di massa.

Nuove tensioni ad Hong Kong

Intanto il brindisi ai 70 anni della fondazione della Cina comunista, alla sua forza e prosperità, è macchiato dalle continue tensioni in atto a Hong Kong. "Continueremo ad applicare in pieno il principio "un paese due sistemi'" per Hong Kong e Macao, mantenendo "un alto livello di autonomia", ha detto Xi Jinping in un breve discorso pronunciato lunedì. "Agiremo nello stretto rispetto della costituzione e della Basic Law. Hong Kong e Macao prospereranno e progrediranno insieme alla madrepatria e avranno un futuro ancor più luminoso", ha aggiunto il presidente in quella che è apparsa un'apertura all'ex colonia, scossa da mesi di proteste pro-democrazia. Pechino, lo ricordiamo, ha raddoppiato le truppe sul territorio di Hong Kong, dalle 3-5'000 unità prima delle proteste alle attuali 10-12'000. In prima linea c'è ora la People's Armed Police (Pap), forza paramilitare anti-rivolte e di sicurezza interna che fa capo direttamente al presidente Xi. La sua presenza potrebbe anche spiegare l'inasprimento dell'azione della polizia.

RG 18.30 del 01.10.2019 L'intervista di Claudio Bustaffa a Jean-Philippe Béja, politologo esperto di Cina, professore a SciencePo a Parigi e in passato anche a Hong Kong
RG 18.30 del 01.10.2019 L'intervista di Claudio Bustaffa a Jean-Philippe Béja, politologo esperto di Cina, professore a SciencePo a Parigi e in passato anche a Hong Kong
 

Guerra fredda sui dazi con gli Stati Uniti

Nel frattempo rimane sul tavolo la difficile negoziazione sui dazi con il presidente statunitense Donald Trump. La prossima settimana, finite le celebrazioni per la Festa nazionale cinese, ripartiranno le consultazioni. Le incertezze sull'escalation nelle controversie tra USA e Cina rendono i mercati vulnerabili, commentano gli operatori economici, tanto che la settimana si è aperta con il segno meno sui mercati in Asia.

ATS/ANSA/M. Ang.

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