Il numero uno nigeriano (Keystone)

"La Nigeria non cede al ricatto"

Il presidente Muhammadu Buhari condanna il rapimento di 300 studentesse - ONU e UNICEF chiedono il rilascio immediato

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Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha condannato il "disumano" rapimento di oltre 300 studentesse e ha dichiarato che il suo Governo "non cederà all'estorsione dei banditi che prendono di mira alunni innocenti sperando nel pagamento di importanti riscatti". L'attacco, ricordiamo, è stato effettuato da uomini armati in una scuola di Jangebe, nello Stato di Zamfara, nel nord-ovest del Paese.

Sulla vicenda è intervenuta anche l'ONU, per voce del segretario generale Antonio Guterres, che ha chiesto il rilascio immediato delle ragazze. Lo ha fatto sapere venerdì il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric. "Il segretario generale ha chiesto il loro rilascio immediato e incondizionato".

Anche l'UNICEF ha espresso preoccupazione: "Siamo arrabbiati e rattristati per l'ennesimo attacco brutale contro gli studenti in Nigeria", ha dichiarato Peter Hawkins, rappresentante del Fondo in Nigeria. "Questa è una grave violazione dei diritti dei bambini e un'esperienza orribile da vivere per loro, che potrebbe avere effetti duraturi sulla loro salute mentale e sul loro benessere. I bambini dovrebbero sentirsi al sicuro a casa e a scuola in ogni momento, e i genitori non dovrebbero preoccuparsi della sicurezza dei loro figli quando li mandano a scuola la mattina", ha concluso.

Nigeria, rapite oltre 300 studentesse

Nigeria, rapite oltre 300 studentesse

TG 12:30 di sabato 27.02.2021

 
FD/ATS
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