All’ultimo minuto - ovvero poco prima della mezzanotte di venerdì - il Senato statunitense ha approvato una soluzione di compromesso per un bilancio transitorio di due settimane, ma per il voto alla Camera dei Rappresentanti si dovrà attendere lunedì. Il Governo è perciò entrato in uno shutdown parziale. Le conseguenze dovrebbero quindi essere minime, poiché lo shutdown potrebbe durare solo un fine settimana.
All’origine dell’ultima controversia sul bilancio al Congresso degli Stati Uniti c’è la politica di espulsione del governo Trump e l’impiego delle forze di sicurezza federali in diverse città americane. Il testo adottato venerdì con 71 voti a favore e 29 contrari è il risultato di un accordo tra Donald Trump e i senatori democratici. Questi ultimi si erano rifiutati di adottare la proposta di bilancio per il Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS) senza l’introduzione di riforme all’Immigration and Customs Enforcement (ICE), ritenuto fuori controllo dopo i recenti fatti di Minneapolis. I democratici chiedono, tra l’altro, che la legge stabilisca che le forze dell’ordine federali non possano più agire a volto coperto contro i migranti e che debbano indossare telecamere sul corpo, le cosiddette bodycam.
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Solo a novembre si era conclusa, dopo 43 giorni, la più lunga chiusura parziale delle attività governative nella storia degli Stati Uniti. Allora erano coinvolti ancora più ministeri e autorità rispetto ad ora.








