La "Terra dei fuochi" lombarda

Roghi in aziende specializzate nel trattamento di rifiuti a Milano e nell'hinterland. Il ministro: "È come il resto d'Italia"

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"La Lombardia è terra dei fuochi come il resto di Italia". A sancire la parità tra il nord e il sud del Belpaese in materia di mala gestione dei rifiuti e di allarme ecologico è stato il ministro italiano dell'Ambiente Sergio Costa che lunedì ha preso posizione sui due incendi divampati nella notte di domenica in altrettante aziende che stoccano spazzatura a Milano e nell'hinterland.

Il primo rogo ha distrutto i 16'000 metri cubi di materiale ammassati un capannone per il deposito e lo smaltimento di spazzatura a nord del capoluogo lombardo, tra i quartieri di Quarto Oggiaro e Bovisasca. L'attività era già al centro dell'attenzione della autorità che erano pronte a bloccarla. Il secondo, circa 5 ore dopo, ha invece distrutto una ditta specializzata nella lavorazione della carta da macero a Novate Milanese.

Tremila impianti in Lombardia

"È evidente che tutto quello che sta accadendo ci fa avere qualche timore sul rischio di possibili infiltrazioni o tentativi di rendere la gestione dei rifiuti nella nostra regione oggetto di attività criminali", ha da parte sua affermato l'assessore regionale Raffaele Cattaneo. D'altro canto ha però ricordato che "in Lombardia abbiamo oltre 3'000 impianti di stoccaggio e di incendi ce ne sono meno di 20 all'anno. Non siamo la terra dei fuochi e qui l'attività amministrativa è attenta è in corso e fa il proprio dovere".

Diem/ATS/RG
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