La 22enne è deceduta mentre era sotto la custodia della polizia morale (keystone)

La morte di Mahsa Amini "sarà oggetto di indagine"

Intanto in Iran continua la sanguinosa repressione scatenata contro i manifestanti che chiedono giustizia per la 22enne, uccisa perché non portava il velo

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Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha detto che la morte di Mahsa Amini, che ha causato proteste "sarà oggetto di indagine". "Ho contattato la famiglia della vittima e ho assicurato che continueremo a investigare velocemente l'incidente - ha aggiunto, parlando a New York -. La nostra preoccupazione è la salvaguardia dei diritti di tutti i cittadini".

Intanto gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni alla polizia morale iraniana dopo la morte della 22enne, deceduta mentre era proprio sotto la custodia dalla polizia morale per non aver indossato correttamente lo hijab. Lo annuncia il Tesoro americano. "Condanniamo questo atto nei termini più duri e chiediamo al Governo iraniano di mettere fine alla violenza contro le donne", afferma il segretario al Tesoro, Janet Yellen.

Nel frattempo sale ad almeno 31 il numero dei civili uccisi in Iran dall'inizio delle manifestazioni per protestare contro la morte di Mahsa Amini. Lo ha reso noto oggi l'Ong Iran Human Rights (IHR) che ha sede a Oslo. "Il popolo iraniano è sceso in piazza per lottare per i propri diritti fondamentali e la propria dignità umana (...) e il Governo sta rispondendo a queste manifestazioni pacifiche con le pallottole", ha denunciato il direttore della Ong, Mahmood Amiry-Moghaddam.

La tv di Stato iraniana ha invece riferito di "diciassette persone, compresi manifestanti e poliziotti", che "hanno perso la vita negli eventi degli ultimi giorni". Secondo l'ultimo rapporto ufficiale pubblicato giovedì 7 manifestanti e 4 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi dall'inizio delle proteste, sei giorni fa.

I funzionari iraniani hanno negato qualsiasi coinvolgimento delle forze di sicurezza nella morte dei manifestanti.

 
ATS/M. Ang.
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