Il clima e l'architettura

TG 20 di domenica 24.10.2021

L'architetta verde che salva Bangkok

Clima: Kotchakorn Voraakhom è determinata a salvare la capitale thailandese, con un parco alla volta

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Secondo gli esperti la capitale thailandese Bangkok sarà una delle metropoli più colpite dal riscaldamento globale. La rapida crescita della popolazione, l’estrazione delle acque sotterranee e l’inerzia del Governo hanno lasciato milioni di persone in balia dei disastri causati dai cambiamenti climatici. Ma ora il Paese può contare su colei che è stata definita l’arma segreta nella lotta contro i cambiamenti climatici: l’architetta Kotchakorn Voraakhom.

Qualcosa sta cambiando a Bangkok, una giungla di cemento, dove vivono più di 10 milioni di persone, soffocate da grattacieli, fabbriche e centri commerciali. Kotchakorn Voraakhom si oppone allo sviluppo incontrollato che contribuisce ai cambiamenti climatici. Con il suo ultimo progetto vuole rigenerare i canali, attualmente utilizzati per le acque di scarico, farne spazi verdi e piste ciclabili. "Come si può sviluppare la città dei canali, senza pensare al drenaggio? Se imbocchiamo la giusta direzione ora, possiamo ancora sopravvivere, ma se continuiamo a pensare ai soldi, allo sviluppo, sarà troppo tardi", spiega l'architetta paesaggista.

In un paese con poche ambizioni verdi, non è stato facile convincere le autorità dell’importanza della pianficazione urbana per combattere il surriscaldamento della terra. "E’ il primo progetto con cui si modifica la funzione dei canali. La difficoltà sta nel cambiare la percezione delle parti interessate, perché la nostra relazione con i canali sarà diversa", dice Pongsakorn Kwanmuang, portavoce della città di Bangkok.

Nel 2018 Kotchakorn ha creato la più grande fattoria urbana d'Asia sul tetto della Thammasat University; ricorda le terrazze di riso della regione, permette di aumentare la resilienza climatica e la sicurezza alimentare. Un nuovo polmone verde per i cittadini sempre più coscienti dei rischi ambientali. "Bangkok dovrebbe avere più edifici come questo: il tetto riduce il calore al suo interno, riduce le emissioni ad effetto serra e allo stesso tempo è un spazio ricreativo", dice Supitiporn Panamphan, responsabile del giardino urbano.

Con le inondazioni del 2011, che fecero più di 800 morti e centinaia di migliaia di sfollati, arrivò l’avvertimento degli scienziati: il 40% della città verrà inondata entro il 2030 a causa dei cambiamenti climatici. Subito dopo è nato il parco della Chulalongkorn University, che ha reso famosa Kotchakorn e le sue soluzioni: 4 ettari di terra che si inclinano verso il basso, consentendo all'acqua piovana di fluire attraverso l'erba. "L'acqua che non viene assorbita dalle piante scorre in uno stagno, dove viene immagazzinata e filtrata per l'uso durante i periodi secchi, mentre in caso di inondazioni, il parco può contenere un’enorme quantità d'acqua e aiutare Bangkok a limitare i danni", spiega Kotchakorn Voraakhom.

La giovane architetta sarà a Glasgow per la conferenza sul clima, determinata a salvare la capitale thailandese, con un parco alla volta.

TG/L. Dalpozzo/L. Messmer
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