L'autunno dei talebani

Francesco Costa analizza il ritiro statunitense dall'Afghanistan ed evidenzia le incognite che avvolgono il futuro del Paese

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Puntuali rispetto agli accordi pattuiti, gli Stati Uniti hanno concluso l'evacuazione delle proprie truppe dall'Afghanistan lunedì sera, ponendo fine alla guerra ventennale nel Paese. Si chiude un capitolo, dunque, ma se ne apre immediatamente uno nuovo, che terrà banco probabilmente a lungo. Molte le incognite legate alla politica che decideranno di adottare i talebani.

Da giorni questi sostengono che le conquiste fatte negli anni, come la scolarizzazione femminile o altri progressi, non verranno perse. Molti però tendono a diffidare dalle parole dei talebani. Il Paese è infatti frammentato e i leader stessi faticano a tenere sotto controllo i gruppi presenti nelle periferie, che sono molto più integralisti rispetto a quelli che si trovano sotto i riflettori di Kabul.

"Mostrano che si ha a che fare con un Paese diverso, di maggiore moderatismo rispetto al passato. Io credo che restino un gruppo oscurantista e illiberale sulla base delle cose che fanno e dicono", spiega ai microfoni della RSI Francesco Costa, giornalista del Post ed esperto di politica a stelle e strisce. Molte persone, compresi alcuni statunitensi, sono inoltre rimaste a Kabul. Un elemento che ha quanto meno danneggiato l'immagine di Joe Biden. "Aveva detto che non avremmo assistito a scene come quelle viste a Saigon e che Kabul non sarebbe caduta in poco tempo. Alla fine è accaduto esattamente il contrario", continua Costa.

 

 

Biden, però, si è trovato confrontato con un accordo preso dal suo predecessore: "In questa crisi paga anche molti errori non suoi. Non credo che gli americani faranno pagare a Biden il ritiro in sé, ma se dovessero esserci altri attentati contro gli americani, magari in patria, ecco che il giudizio nei suoi confronti cambierebbe moltissimo". Interessante, secondo l'esperto, è anche come sia cambiata l'opinione pubblica in queste due settimane: "Prima si chiedeva agli Stati Uniti di andarsene, oggi li si accusa per il motivo opposto, perché e per come se ne sono andati".

Francesco Costa è anche scettico sulle possibilità del Governo talebano di essere riconosciuto dalla comunità internazionale: "Non credo che né Washington, né i principali governi occidentali riconosceranno il regime talebano. Sarebbe un'umiliazione". Sul fronte del terrorismo, il giornalista ritiene che l'Afghanistan sia ancora terreno fertile per queste organizzazioni: "Alcuni gruppo qui possono trovare contesti per organizzarsi e preparare attacchi, anche senza il sostegno dei talebani".

Joe Biden: "Successo straordinario"

Martedì in serata sono arrivate anche le parole di Joe Biden sulla fine del conflitto afghano: "È un successo straordinario. È arrivato il momento di guardare al futuro. Questa è la decisione giusta, la decisione più saggia per l'America". Precedentemente l'inquilino della Casa Bianca aveva detto che "il mondo sta cambiando, dobbiamo affrontare le sfide di questo secolo e la competizione con la Cina o la Russia, continuando a combattere il terrorismo".

Fabio Dotti
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