Scene di guerriglia a Culiacán nello Stato di Sinaloa (Reuters)

Lo Stato battuto dai narcos

Il fermo del figlio di "El Chapo" ha scatenato una guerriglia nella città messicana di Culiacán - Il Governo lo libera "per proteggere delle vite"

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"Abbiamo liberato Ovidio Guzman Lopez per proteggere delle vite umane". Lo ha affermato il segretario alla sicurezza del Governo federale Alfonso Durazo, spiegando i motivi del rilascio del figlio del signore della droga "El Chapo" Guzman.

Una pattuglia formata da 30 militari, durante una perlustrazione avvenuta giovedì, è stata presa di mira da colpi di arma da fuoco provenienti da una casa nella frazione Tres Rios, nella città di Culiacán, nello Stato di Sinaloa in Messico.

Le forze di sicurezza hanno risposto al fuoco, prendendo il controllo dell'abitazione, individuando quattro persone tra le quali l’erede di "El Chapo". Hanno dovuto, però, fare marcia indietro per evitare che l’intera cittadina di 750’000 abitanti piombasse nel caos più totale.

RG 12.30 del 18.10.19: la corrispondenza di Laura Daverio
RG 12.30 del 18.10.19: la corrispondenza di Laura Daverio
 

Infatti, uomini armati legati al cartello sono intervenuti, ingaggiando una sparatoria con la polizia per liberarlo, scatenando una vera e propria guerriglia. Altri gruppi armati hanno compiuto altre azioni violente in diversi punti della città, coinvolgendo anche i civili e, come confermato dallo stesso Alfonso Durazo, "generando una situazione di panico".

Mexico, i narcos battono lo Stato

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TG 12:30 di venerdì 18.10.2019

 
Reuters/AnP
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