Maduro fa la voce grossa

I vertici dell'esercito compatti con il presidente - Washington rifiuta di richiamare tutti i suoi diplomatici - Guaidò offre un'amnistia

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Nicolas Maduro lancia la controffensiva nei confronti dell'opposizione, dopo che il presidente del Parlamento Juan Guaidò si è proclamato capo dello Stato ad interim ricevendo l'appoggio degli Stati Uniti, del Canada e dei paesi latinoamericani schierati a destra. Uno dopo l'altro, i capi delle divisioni dell'esercito presenti in tutto il Venezuela e il ministro della difesa Vladimir Padrino Lopez sono apparsi in televisione per garantire fedeltà al leader chavista.

 

Una sfida aperta come quella lanciata a Washington chiudendo ambasciata e consolati e ordinando al corpo diplomatico statunitense di lasciare il paese. La Casa Bianca si è rifiutata di eseguire, ma ha comunque chiesto al personale non essenziale di rientrare alla base. Nel frattempo, il 35enne Guaidò ha promesso l'amnistia a quei membri del regime che dovessero schierarsi sul fronte opposto, un tentativo di far breccia in un fronte che almeno in apparenza si mostra compatto.

 

L'unica aperta diserzione è stata quella, lunedì, di un gruppo di 27 militari in una caserma a nord di Caracas, il cui sollevamento è però durato poco. Sono stati rapidamente arrestati.

 

Dall'inizio della crisi, intanto, gli scontri hanno causato una quindicina di morti.

La puntata di Modem del 25.01.2019:

Venezuela, ancora molte le incognite

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TG 20 di venerdì 25.01.2019

L'inviato da Washington

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TG 20 di venerdì 25.01.2019

 
Venezuela, il commento di Cassis

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TG 12:30 di venerdì 25.01.2019

Continua la crisi politica in Venezuela

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TG 12:30 di venerdì 25.01.2019

 
ATS/RG/pon
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