"Mare, discarica del pianeta"

Nicolò Carnimeo lancia l’allarme: “Troppa plastica. Ci stiamo uccidendo da soli” (I parte)

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Non è segnalata sulle carte nautiche, né si può avvistare dall’alto o su Google Earth. Eppure è grande quanto un continente, così vicina che basta allungare la mano per toccarla. Dell’isola di plastica fluttuante negli oceani abbiamo avuto notizia dai media, ma non sappiamo cos’è. C’è chi immagina persino che ci si possa camminare o piantare l’asta di una bandiera come sulla Luna”.

Con queste parole Nicolò Carnimeo, insegnante di Diritto della Navigazione e Trasporti all'Università di Bari, ci racconta la sua esperienza. Esperienza che lo ha portato a scrivere un libro-denuncia, "Come è profondo il mare" (chiarelettere, Milano), nel quale descrive la violenza che l’uomo sta facendo, anche inconsapevolmente, a se stesso, utilizzando gli oceani e il mare come discarica.

Le isole di plastica
Le isole di plastica (Expedition Med/Algalita Marine research)

Un grido d'allarme che abbiamo raccolto, incontrandolo nella sua abitazione di campagna nell'Alto Salento, in Puglia, poco prima del tramonto di una giornata di fine agosto. All'ombra di un bosco di querce e pini, racconta: “Per rendermi conto di cosa fosse ho dovuto navigare fuori dalle rotte convenzionali, fino a quando mi sono ritrovato sull'isola che non c'è, formata da tonnellate di plastica”.

Si tratta di una prima tappa di un percorso di tre puntate, che affronterà la questione dei rifiuti e del loro smaltimento in maniera ampia. Se fino ad oggi il tema è stato vissuto soprattutto come un problema, non mancano le soluzioni innovative, come ad esempio quelle adottate ad Expo a Milano, o rivoluzionarie, di ingegneri illuminati che dalla plastica hanno tratto profitto...

Alcune cifre

Secondo i dati raccolti e pubblicati sul sito www.algalita.org, ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica vengono disperse negli oceani. Si stima che fino ad oggi vi siano non meno di 5,25 trilioni di frammenti, pari a un peso di 269'000 tonnellate. La gran parte dei detriti, 5,25 miliardi di pezzi, sono di piccole dimensioni, che non superano i 5 millimetri. A livello globale, la produzione è in aumento dal 1990, mediamente del 5% l'anno. La produzione di rifiuti di plastica è concentrata nelle aree urbanizzate e, nel complesso, rappresenta la terza voce per quantitativi e importanza. In Europa, attraverso il riciclo - dati 2012, viene recuperato il 26% dello scarto, negli Stati Uniti l’8%. Tutto il resto finisce negli inceneritori,  in discarica o disperso nell’ambiente.

Lino Bini

Per approfondire il tema:

ALGALITA

Expeditionmed

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