La zona della Marmolada da dove si è staccato il seracco (Foto Ansa)

Marmolada, il bilancio si aggrava

Sale a sette il numero delle vittime del crollo, domenica, di parte della calotta del ghiacciaio. I dispersi sono passati prima a 13, poi a 8

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Scende a 8 il  numero delle persone disperse nella tragedia della Marmolada, dove domenica una parte della calotta del ghiacciaio si è staccata e ha travolto gli alpinisti che stavano salendo in vetta. I 13 dispersi che erano ancora annunciati stamattina (martedì), nel corso della giornata sono scesi a 8, in quanto cinque di loro sono stati individuati. Tra di loro anche un ferito che da domenica è ricoverato all'ospedale di Treviso e che non era ancora stato identificato, in quanto trovato incosciente e senza documenti: si tratta di un 30enne del Trentino tutt'ora in prognosi riservata, ma che non sarebbe in pericolo di vita. Sono stati inoltre individuati due alpinisti francesi che sono stati sfiorati dalla frana di ghiaccio e hanno raccontato che, in quel drammatico momento, sulla via normale c'erano almeno 12 persone. Un numero che, calcolando i decessi ufficiali con i nomi delle persone che sono state cercate dai parenti, viene considerato realistico.

Gli inquirenti hanno ascoltato anche oggi, come nei giorni scorsi, diversi testimoni proprio per cercare di capire quante persone si trovassero sul ghiacciaio al momento del crollo del seracco.

Le vittime accertate, riferiscono le autorità locali, sono sette; di queste tre sono state identificate e formalmente riconosciute dai parenti. Sono tutte e tre della provincia di Vicenza. Non sono stati al momento resi noti invece i nomi delle altre quattro vittime. Altre otto persone sono rimaste ferite, due delle quali in maniera grave.

Frattanto le ricerche sul ghiacciaio continuano, anche se i soccorritori lavorano in una situazione di precarietà perché c'è il rischio di nuovi crolli. Si è alzato in volo l'elicottero della Guardia di Finanza attrezzato con il sistema 'Imsi Catcher', per intercettare i segnali dei cellulari accesi. Sono in corso anche le indagini tecniche dei glaciologi della Provincia autonoma di Trento, mentre è confermata la chiusura dell'area con ordinanza del sindaco di Canazei, Giovanni Bernard. Il rischio di ulteriori distacchi non permette di intervenire da terra, per cui anche nei prossimi giorni, fa sapere il Soccorso alpino trentino, le operazioni proseguiranno con gli elicotteri e i droni.

ANSA/Swing
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