Trump: "È il momento di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele" (reuters)

Mondo arabo contro Trump

La scelta del presidente statunitense di riconoscere Gerusalemme quale capitale d'Israele solleva timori. Critiche anche dal Vecchio continente

mercoledì 06/12/17 21:30 - ultimo aggiornamento: mercoledì 06/12/17 22:28

La decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale d'Israele solleva timori non solo nel mondo arabo. Da più parti, infatti, la scelta del presidente statunitense è stata criticata, soprattutto per il timore di un "terremoto" in Medio Oriente e un'escalation del terrorismo internazionale.

Tra le voci più critiche nei confronti delle dichiarazioni dell'inquilino della Casa Bianca, figura quella del presidente palestinese Mahmoud Abbas, il quale avrebbe ordinato alla delegazione diplomatica palestinese di lasciare Washington e di rientrare in patria. ''Gerusalemme", ha dichiarato, "è la capitale eterna dello Stato di Palestina''.

Le proteste dei palestinesi (reuters)

Proteste a Gaza e Cisgiordania

Nasser al Qidwa, portavoce di al Fatah, ha annunciato l'intenzione dei palestinesi di "ricorrere all’ONU contro questa decisione che viola la legge internazionale”. Intanto a Gaza e in Cisgiordania non si sono fatte attendere manifestazioni di protesta e dimostrazioni. Per giovedì, come anticipato da media locali, le scuole palestinesi in Cisgiordania cesseranno le lezioni in anticipo per consentire agli studenti di prendere parte ai cortei.

Erdogan: "Indignazione nel mondo islamico" (keystone)

Critiche da più parti

Theresa May, dal canto suo, ha ricordato che lo status della Città Santa può essere definito solo "attraverso un accordo negoziato fra israeliani e palestinesi" e "in ultima analisi deve diventare capitale condivisa dello Stato d'Israele e di uno Stato palestinese". Dello stesso avviso, seppur con sfumature differenti, l’opinione del presidente francese Emmanuel Macron, secondo il quale "la questione dello status di Gerusalemme dovrà essere risolta nel quadro dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi".

Dura anche la posizione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, stando al quale la decisione di Trump "sarà la causa di un'indignazione nel mondo islamico" e "farà saltare le fondamenta della pace scatenando nuove tensioni e scontri".

L'ayatollah Ali Khamenei ha assicurato: "La Palestina sarà liberata. La comunità palestinese e quella musulmana vinceranno. Gli annunci da parte dei nemici dell'Islam di dichiarare Al Qods (Gerusalemme) capitale del regime sionista derivano dalla loro debolezza e il mondo islamico si opporrà a questo disegno".

ATS/AFP/Bleff/bin

TG 20 di mercoledì 06.12.2017

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