Conflitto aperto
Conflitto aperto (keystone)

Non è tempo di negoziati

Nagorno-Karabakh: il premier armeno non vuole dialogare con l’Azerbaigian, pronto a fermarsi solo dopo un ritiro dalla regione contesa

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Ci vuole un’atmosfera adeguata per intraprendere negoziati, a questo stadio non ci sono le premesse, siccome gli scontri sono ancora in corso. Il primo ministro armeno Nikol Pashinian ha risposto così alla proposta di incontri con l’Azerbaigian, con la mediazione russa, nel contesto del riacceso conflitto nella regione separatista del Nagorno-Karabakh.

"L'Armenia deve abbandonare la sua politica di occupazione. Invece il primo ministro armeno ci ha posto sette richieste da soddisfare. Di recente ho detto che noi respingiamo queste richieste. Noi abbiamo solo una richiesta: le forze armate armene devono lasciare la nostra terra senza condizioni, in toto e immediatamente", ha detto dal canto suo il presidente azero Aliyev durante un incontro con i soldati feriti in azione. Solo in quel caso, Baku è pronta a mettere fine alle ostilità.

 

Il presidente francese Emmanuel Macron, inserendosi nelle discussioni internazionali, ha da parte sua criticato la Turchia che con la sua retorica starebbe incoraggiando Baku a riconquistare la terra contesa, pur non avendo prove in questa fase di un coinvolgimento diretto di Ankara. Ha affermato che affronterà la questione, domani (giovedì) con l’omologo russo Putin e quello statunitense Trump.

Intanto nella notte, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto alle parti “di fermare immediatamente i combattimenti, di ridurre le tensioni e tornare a negoziati significativi senza ritardi”, dopo tre giorni di scontri che hanno causato oltre 60 morti, tra cui anche civili.

AFP/AlesS
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