"Non bisogna aver paura"

Parigi, due settimane dopo gli attentati, ricorda le vittime; il reportage fra la gente

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da Parigi, Lorenzo Giroffi

In quella che è una necropoli militare costruita nel 1700 per ospitare tutti i feriti di guerra, a due passi dall'Assemblea Nazionale, all'Hotel des Invalides, Parigi si è raccolta in un tripudio di bandiere e controlli serrati. Durante tutta la mattinata l’area della commemorazione è stata posta sotto un controllo stringente delle forze dell’ordine. Strade chiuse ed inferriate, per delimitare il tragitto e permettere tutte le perquisizione stabilite dal piano di sicurezza.

Avvicinarsi all’area del discorso di François Hollande ha voluto significare sottoporsi ad innumerevoli controlli. Tra la gente però la convinzione è la stessa: essere presenti per andare oltre la paura e ricordare chi pensava di vivere una serata di svago, mentre impattava con la storia di una nuova guerra o forse di uno stesso conflitto che cambiava solo forme. Sulla stessa scia insomma di quanto dichiarato dal presidente Hollande durante la commemorazione, tra i presenti nessuno ha voglia di cambiare le proprie abitudini.

"Non bisogna avere paura"

Una donna è giunta all'Hotel des Invalides accompagnata dai suoi due figli: tutti e tre cinti in una bandiera francese con su scritto "paix". Lei è qui per ricordare chi avrebbe voluto passare una notte di gioia ed invece ha incontrato la morte:"Non bisogna avere paura. In queste due settimane ho notato che Parigi si è rinchiusa nel terrore, invece io ho portato qui anche i miei figli per testimoniare come si debba andare oltre. Perché quella guerra a noi non può interessare, noi siamo in un Paese libero che deve continuare a vivere".

Mentre la donna parla, le transenne che delimitano l'area per il pubblico traboccano: arriva sempre più gente, che, seppur non platealmente come la famiglia vestita dei colori francesi, ha piccoli ritagli di bandiere o fazzoletti, tutti dalle tinte nazionali. "La Francia è un grande Paese, deve reagire, ricordando l'orrore di quella serata - una ragazza borbotta mentre aspetta le parole del presidente - bisogna andare avanti ed interrompere questo stadio d'ansia collettivo".

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TG 20 di venerdì 27.11.2015

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