Dossier

La "guerra" di Parigi

Gli attentati del 13 novembre hanno provocato 130 morti e 351 feriti - La cronaca e i reportage

  • 18 novembre 2015, 18:05
  • 1 settembre 2023, 17:13
Valls e Hollande e il peso della storia

Valls e Hollande e il peso della storia

  • reuters

21.20 Parigi - Stade de France, 13 novembre 2015. All’esterno dello stadio, dove si sta svolgendo l’amichevole Francia-Germania alla presenza del presidente francese François Hollande, viene avvertita un’esplosione.

E’ l’inizio della serie di attacchi organizzata da un commando, legato all’autoproclamato Stato Islamico, che per i successivi 33 minuti entrerà in azione in diverse zone della città, prendendo di mira sette ritrovi pubblici: i bar Le Carillon e A la bonne bière, i ristoranti Le Petit Cambodge, La Belle Equipe e Le comptoir Voltaire e infine la sala da spettacoli Bataclan, dove stava suonando il gruppo rock statunitense Eagles of Death Metal (qui moriranno 89 persone).

Trentatré minuti di terrore

Trentatré minuti di terrore

  • px/RSI

I terroristi, tre commando pesantemente armati con cinture esplosive (sei si sono fatti esplodere, mentre uno è stato ucciso dalle teste di cuoio), provocano la morte di 130 persone e il ferimento di altre 351 (tra cui una donna svizzera).

La scheda

La scheda

  • RSI/pixel

Hollande a poche ore dagli attacchi proclama lo stato di emergenza e la chiusura dei confini. Parlando davanti alla nazione il giorno dopo, afferma: "Siamo in guerra, la Francia sarà spietata". Ed effettivamente la risposta francese non si farà attendere: alla sera cacciabombardieri Rafale partiti dalla Giordania e dagli Emirati Arabi Uniti iniziano a bombardare Raqqa, città siriana feudo dell’IS. Altri bombardamenti seguiranno con l’appoggio della coalizione internazionale, capitanata dagli Stati Uniti.

Parigi sotto attacco - Le foto

Intanto in Francia e in Belgio l’inchiesta prosegue e vengono effettuati numerosi arresti. In un clima di tensione si susseguono i momenti di commemorazione, i minuti di silenzio e i falsi allarmi un po’ in tutta Europa (Germania, Italia, Danimarca). Due uomini sono in fuga: Salah Abdeslam (suo fratello si è fatto esplodere in Rue Voltaire), ritenuto una delle figure chiave degli attentati e Abdelhamid Abaaoud, considerato il cervello delle stragi. Mercoledì mattina il blitz delle teste di cuoio francesi a Saint-Denis: otto arresti e tre morti, fra i quali (la conferma arriva giovedì), anche Abaaoud. Nel fine settimana, poi, Bruxelles passa in stato di massima allerta. Domenica sera, in 19 perquisizioni in centro, la polizia opera 16 arresti, ma non trova Salah Abdeslam.

AlesS/pon

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