Nuova tegola giudiziaria per il presidente brasiliano (keystone)

Nuova indagine su Jair Bolsonaro

Accertamenti sul presidente brasiliano dopo i suoi continui attacchi "non provati" contro il sistema di voto elettronico

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Nuova tegola giudiziaria per Jair Bolsonaro. Il presidente brasiliano è infatti indagato per aver attaccato il sistema elettorale dello Stato sudamericano. Un giudice della Corte suprema, Alexandre de Moraes, ha preso la sua decisione a seguito della richiesta del Tribunale superiore elettorale che lunedì aveva annunciato l’apertura di un’inchiesta contro il presidente.

E ciò per “abuso di potere politico ed economico” dopo i suoi “costanti e non provati attacchi al sistema di voto elettronico e alla legittimità delle elezioni previste il prossimo anno”. Il magistrato ha aggiunto che l’indagine della Corte Suprema brasiliana dovrà anche cercare di stabilire “se il presidente si è reso colpevole di insulti, diffamazione e calunnie”. La verifica dovrà pure appurare se “Bolsonaro abbia insinuato pratiche illegali da parte dei membri della stessa Corte Suprema utilizzando i mass media e i social network per mettere in cattiva luce il potere giudiziario e la sua indipendenza”.

Da giorni dalla presidenza continuano ad arrivare attacchi al sistema elettronico di voto. “Se tale sistema non sarà modificato non ci potranno essere elezioni nel 2022” aveva detto qualche giorno fa il capo di Stato. Bolsonaro, appoggiato da migliaia di suoi sostenitori che domenica si erano riuniti in diverse città brasiliane, non vuole un ritorno alle schede cartacee ma la stampa di una sorta di ricevuta a chi vota per consentire un eventuale riconteggio delle schede in caso di risultato serrato.

Elezioni 2018 hackerate

In un'intervista rilasciata alla radio Jovem Pan, il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha presentato un'inchiesta della polizia federale secondo cui il Tribunale superiore elettorale (TSE) ammette di aver subito l'invasione di un pirata informatico nell'aprile del 2018. Nell'occasione, l'hacker avrebbe avuto accesso al codice sorgente dell'urna per il voto elettronico. Per il capo dello Stato, che da tempo attacca l'affidabilità dell'attuale sistema elettorale, questa sarebbe la prova che le elezioni di ottobre 2018, da lui vinte al ballottaggio, potrebbero essere state truccate. Lo stesso TSE, che ha nel frattempo ammesso l'incidente, in una nota precisa che l'accesso al codice sorgente non ha influito sull'integrità delle elezioni.

ATS/ANSA/AFP/Swing

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