Donald Trump si difende dalle accuse del Congresso (Reuters)

"Ora consegnate le carte"

Trump e inchiesta per impeachment: ingiunzione del Congresso per avere tutti i documenti dopo il rifiuto del presidente a fornirli spontaneamente

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I leader democratici che supervisionano l'indagine del Congresso degli Stati Uniti nel quadro della procedura contro Donald Trump, venerdì, hanno emesso un'ingiunzione formale che ordina alla Casa Bianca di consegnare i documenti relativi al caso ucraino entro il 18 ottobre.

"La Casa Bianca si è rifiutata di collaborare - o addirittura di rispondere - alle molteplici richieste di consegna dei documenti da parte delle nostre commissioni. Dopo quasi un mese di ostruzione, sembra ovvio che il presidente abbia scelto la strada delle operazioni di sfida, ostruzione e occultamento", hanno affermato in una nota.

"Siamo profondamente dispiaciuti che il presidente Trump abbia messo noi e il paese in questa posizione, ma le sue azioni non ci hanno lasciato altra scelta che lanciare questo mandato", hanno concluso.

Donald Trump, come noto, è sotto la minaccia di incriminazione per aver chiesto al suo omologo Volodymyr Zelensky - durante una telefonata il 25 luglio - di aiutarlo a raccogliere informazioni compromettenti sul figlio di Joe Biden, che è l’avversario più accreditato per sfidarlo alle elezioni che si terranno nel 2020.

Hunter Biden è stato membro del comitato di sorveglianza di un gruppo industriale ucraino e ha fatto degli investimenti in Cina quando il padre era il braccio destro di Barack Obama e, secondo le accuse avanzate dall'attuale inquilino della Casa Bianca, avrebbe approfittato della situazione per guadagnare somme notevoli. 

Il presidente ha assicurato che le sue richieste non avevano finalità elettorali, ma miravano unicamente a combattere la corruzione in quel Paese. Gli SMS scambiati dai diplomatici americani emersi durante l’inchiesta sembrerebbero dimostrare il contrario.

Nel frattempo, i repubblicani restano a fianco di Donald Trump. “La corruzione, poco importa dove si manifesti, va combattuta ovunque”, ha affermato la senatrice Joni Ernst alludendo alle accuse di corruzione in Cina e Ucraina fatte dal presidente contro la famiglia Biden.

 
AFP/AnP
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