Il primo ministro australiano Scott Morrison
Il primo ministro australiano Scott Morrison (keystone)

"Profonde riserve sui sottomarini francesi"

Il premier australiano sottolinea che Parigi sapeva che Canberra non era convinta dell’accordo

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Il Governo francese sapeva che l’Australia aveva "profonde e serie riserve" sui sottomarini francesi, prima che l'accordo di acquisto fosse rescisso la scorsa settimana. Lo ha dichiarato il premier australiano Scott Morrison in merito alla "crisi dei sottomarini".

"Penso che avrebbero avuto tutte le ragioni per sapere che avevamo profonde e serie riserve sul fatto che le capacità del sottomarino di classe Attack non soddisfacessero i nostri interessi strategici e avevamo chiarito che avremmo preso una decisione basata sul nostro interesse strategico nazionale", ha spiegato domenica Morrison in una conferenza stampa a Sydney.

 

Morrison ha affermato di comprendere la "delusione" di Parigi, ma ha affermato di aver sollevato problemi sull'accordo "alcuni mesi fa", così come altri ministri del suo Esecutivo.

Il premier ha affermato anche che sarebbe stato "negligente" procedere con l'accordo contro i consigli dell'intelligence e della difesa e che farlo sarebbe stato contrario agli interessi strategici dell'Australia. "Non mi pento della decisione di mettere al primo posto l'interesse nazionale. Non lo farò mai", ha detto.

La Francia è furiosa per la decisione dell'Australia di ritirarsi da un accordo multimiliardario per costruire sottomarini francesi a favore di sommergibili americani a propulsione nucleare e ha fatto richiamare i suoi ambasciatori da Canberra e Washington accusando i suoi alleati di "mentire" sui loro piani.

"Nessun preavviso di rottura"

"In nessun momento, in nessun modo" alla Francia è stato dato "un chiaro segnale che il contratto sarebbe stato rescisso". Lo ha ribadito l'ambasciatore francese in Australia, Jean-Pierre Thébault, secondo quanto riferisce il "Guardian", in merito alla crisi dei sottomarini.  Poco prima di imbarcarsi sul volo che lo avrebbe riportato in Francia, dopo essere stato richiamato da Parigi, l'ambasciatore ha affermato di "aver visto e imparato quanto sia importante per un australiano coprirsi le spalle a vicenda. Ciò che mi rattrista è che pensavamo di essere amici e invece siamo stati pugnalati alle spalle", ha detto. All'inizio di quest'anno la stampa australiana aveva riferito che il governo stava conducendo una revisione che poteva comportare la risoluzione del contratto, tra le preoccupazioni per gli aumenti dei costi e gli slittamenti dei programmi. Ma, secondo Thébault, la Francia pensava che quei problemi contrattuali fossero stati risolti e che i negoziati sarebbero continuati.  "Posso solo dire che il senso di tradimento è molto forte per la mancanza di rispetto e trasparenza perché eravamo impegnati in una partnership", ha aggiunto l'ambasciatore.

 

ATS/ludoC
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