Il presidente ucraino Zelensky ha criticato severamente il rapporto di Amnesty International
Il presidente ucraino Zelensky ha criticato severamente il rapporto di Amnesty International (Keystone)

Rapporto di Amnesty, Kiev non ci sta

Zelensky critica il testo dell'ONG che pone "sullo stesso piano vittima e aggressore". La replica: "Conclusioni fondate" - Altre navi di cereali sono salpate

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Giovedì sera il presidente Volodymyr Zelensky ha condannato il rapporto dell'ONG Amnesty International, che accusa Kiev di aver messo in pericolo la vita dei civili nella guerra con la Russia. Nel testo pubblicato giovedì dopo un'indagine di quattro mesi, Amnesty International (AI) ha accusato l'esercito ucraino di aver stabilito basi militari in scuole e ospedali e di aver lanciato attacchi da aree popolate, una tattica che violerebbe l'operazione umanitaria internazionale.

"Essere in una posizione difensiva non esonera l'esercito ucraino dal rispetto del diritto internazionale umanitario", ha evidenziato Agnès Callamard, la segretaria generale dell'ONG.

 

Tuttavia, le critiche non si sono fatte attendere: Amnesty International "trasferisce la responsabilità dall'aggressore alla vittima", ha reagito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo video quotidiano venerdì notte, accusando l’ONG di "provare a concedere l'amnistia allo Stato terrorista" della Russia."L'aggressione contro il nostro Paese è ingiustificata, invasiva e terroristica. Se qualcuno scrive un rapporto in cui la vittima e l'aggressore sono in qualche modo messi sullo stesso piano, se si analizzano alcuni dati sulla vittima e si ignorano le azioni dell’autore, questo non può essere tollerato", ha aggiunto il capo di Stato di Kiev.

Nella giornata di giovedì pure il capo della diplomazia ucraina Dmytro Kuleba si è detto indignato per le accuse "ingiuste" di Amnesty International che, secondo lui, creano "un falso equilibrio tra l'oppressore e la vittima, tra chi sta uccidendo migliaia di civili e distruggendo città, territori e il Paese che si difende disperatamente”.

Le critiche sono state respinte al mittente dall'organizzazione, che ha detto di "confermare pienamente le proprie conclusioni", fondate su "prove ottenute in investigazioni di vasta portata". Agnès Callamard ha detto di deplorare la reazione ucraina.

Sono salpati altri tre mercantili carichi di cereali

Intanto, quattro giorni dopo la partenza dal porto ucraino di Odessa del primo carico di cereali dall'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio, altre tre navi che trasportano circa 60’000 tonnellate di cereali hanno lasciato l'Ucraina venerdì, il giorno in cui si prevede che il cargo Razoni - partito lunedì mattina - raggiunga la sua destinazione finale in Libano.

 

 

"La partenza delle tre imbarcazioni avviene grazie all'intenso lavoro del Joint Coordination Center", ha affermato giovedì sera il ministro della Difesa turco Hulusi Akar secondo l'agenzia di stampa ufficiale Anadolu.

Due delle navi sono salpate venerdì in mattinata da Chornomorsk, nel sud del Paese, e la terza da Odessa, come la Razoni che ha lasciato questo porto lunedì, ha affermato il Joint Coordination Center che sovrintende alle esportazioni di grano ucraino. Queste tre nuove spedizioni sono dirette a Karasu in Turchia, Ringaskiddy in Irlanda e Teesport nel Regno Unito.

L'esercito di Mosca bombarda ancora centri abitati

Sul terreno, i bombardamenti russi hanno preso di mira tra giovedì e venerdì mattina diverse città e villaggi ucraini, tra cui Mykolaiv, nel sud, dove vari edifici abitativi sono stati danneggiati, secondo il sindaco Oleksandr Senkevich. Otto persone sono rimaste uccise e quattro ferite giovedì nell’attacco russo che ha colpito una fermata d'autobus a Toretsk, vicino alla prima linea nell'Ucraina orientale.  Altri attacchi hanno colpito nella notte Kryvyi Rih, la città natale di Zelensky situata nella regione di Dnipropetrovsk.

E ancora, a Kharkiv, la seconda città del Paese, le autorità hanno riferito di attacchi missilistici dei soldati di Mosca che hanno colpito aree industriali tra giovedì e venerdì e lo stesso si è verificato a Nikopol (pure non lontano da Dnipropetrovsk), dove le autorità hanno raccomandato agli abitanti di non uscire dai rifugi visto che i russi hanno scagliato munizioni al fosforo proibite dalle leggi internazionali. Infine, alle 2.05 di venerdì (ora svizzera) missili russi hanno centrato Zaporizhia; stando ai primi rilievi il bombardamento delle abitazioni civili non avrebbe causato morti o feriti.

 

 

Da parte loro, le forze ucraine stanno conducendo una controffensiva nel sud del Paese, dove affermano di aver conquistato ormai oltre 50 centri abitati in precedenza controllati da Mosca. L'Istituto per gli studi sulla guerra (ISW), che analizza in dettaglio gli sviluppi della situazione del conflitto scatenato da Mosca a febbraio, rileva venerdì che i preparativi dell'esercito di Kiev "per la controffensiva a Kherson (...) combinati con il drammatico indebolimento delle forze russe in generale sembrano consentire all'Ucraina d'iniziare per la prima volta a plasmare attivamente il corso della guerra".

 
AFP/AP/EnCa
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