Presente la famiglia di Regeni (keystone)

Regeni, processo senza imputati

A giudizio in contumacia a Roma quattro agenti egiziani accusati di aver torturato e ucciso lo studente italiano

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La prima udienza del processo per la morte di Giulio Regeni, il 28enne studente italiano trovato cadavere e con segni di tortura alla periferia del Cairo nel gennaio del 2016, si è aperto questo giovedì mattina in una sala del carcere di Rebibbia a Roma, alla presenza dei genitori e della sorella della vittima ma non dei quattro imputati. Con un gesto di sostegno nei confronti della famiglia, lo Stato italiano si è costituito parte civile.

In contumacia vengono giudicati il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

RG 07.00 del 18.12.2019 - La corrispondenza di Anna Valenti
RG 07.00 del 18.12.2019 - La corrispondenza di Anna Valenti
 

Le accuse sono, a seconda delle posizioni, di concorso in sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali aggravate e concorso in omicidio aggravato. L'udienza è esclusivamente tecnica, la Corte deve in particolare stabilire se gli accusati sono stati informati come richiede la legge. L'Egitto non ha mai fornito le loro coordinate, la procura sostiene che visto il seguito mediatico della vicenda non vengono giudicati a loro insaputa. "Sono finti inconsapevoli, per 5 anni si sono volontariamente sottratti al processo", ha sostenuto in aula il pubblico ministero, ricordando che un imputato ha il diritto di ricevere le notifiche ma anche il dovere di eleggere un domicilio e su questo punto l'Egitto non ha mai risposto. Delle 64 rogatorie italiane, 39 sono rimaste inevase.

Regeni era stato rapito mentre conduceva delle ricerche sui sindacati, tema sensibile in Egitto.

ANSA/AFP/pon
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