La tensione è alle stelle fra l’Ucraina e l’Ungheria, con la Slovacchia unico Paese europeo a mantenere relazioni con la Russia e contraria sia a un ulteriore pacchetto di sanzioni contro Mosca che all’attribuzione da parte dell’UE a Kiev di ulteriori aiuti per 90 miliardi di euro. Budapest come noto ha adottato questa forma di ritorsione dopo l’interruzione del flusso di petrolio russo che attraverso l’Ucraina raggiungeva l’Ungheria nelle condutture dell’oleodotto “Druzhba”, ovvero “Amicizia”. Greggio fondamentale per l’economia magiara, che non ha accesso diretto al mare. Per Kiev, è la conseguenza di un attacco russo e ci vorrà un mese e mezzo per la riparazione, ma Budapest non ci sta.
E così giovedì il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato che il suo Paese intende costringere Kiev a far ripartire le forniture e che sul tema non ci saranno compromessi. “La spunteremo usando ogni mezzo a disposizione”, ha ribadito poi venerdì.
Sul fronte opposto Volodymyr Zelensky ha affermato invece che “una persona” sta bloccando i fondi per l’Ucraina (senza nominare direttamente Orban) e che avrebbe dato “il suo indirizzo alle forze armate”. Una vera e propria minaccia, alla quale Budapest ha prontamente replicato. “I ricatti da parte di Zelensky hanno superato di gran lunga ogni limite accettabile. Quando qualcuno minaccia di consegnare l’indirizzo di una persona all’esercito ucraino semplicemente perché non sostiene l’ultimo accordo sulle armi da 90 miliardi di euro, questa non è diplomazia; è una minaccia aperta”, ha sottolineato sui social media il portavoce governativo Zoltan Kovacs.
A rincarare la dose, dalle parole ai fatti, è arrivata nella notte su venerdì la notizia che le autorità ungheresi hanno fermato sette dipendenti della Oschadbank, una banca di Stato ucraina, che dall’Austria stavano accompagnando in patria 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e 9 chili d’oro. Il carico è stato sequestrato e i sette sono stati arrestati, “un furto” e “un rapimento”, per il ministro degli esteri di Kiev Andriy Sybiha.
Le tensioni fra i due Paesi erano già presenti sin dal 2022. Budapest ha preso le difese, in particolare, della minoranza di lingua magiara che vive nella regione ucraina della Transcarpazia. Le relazioni si sono però decisamente deteriorate nelle ultime settimane, tanto che ora il Ministero degli affari esteri ucraino sconsiglia ai suoi cittadini di recarsi in Ungheria.
L’interruzione dei flussi di petrolio russo ha colpito anche Bratislava, che dal canto suo ha reagito bloccando di riflesso le forniture all’Ucraina dell’elettricità di cui ha bisogna per contrastare i blackout generati dagli attacchi missilistici.

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Notiziario 06.03.2026, 06:00
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