Gelo e resilienza

Ucraina, i treni rifugio contro blackout e raid russi

Reportage: a Brovary carrozze ferme offrono calore, elettricità e Wi-Fi gratuito a chi vive senza luce né riscaldamento durante l’inverno più duro

  • Un'ora fa
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Ucraina, i treni dell’invincibilità

RSI Info 03.03.2026, 09:46

  • Vincenzo Leone/RSI
Di: Vincenzo Leone, collaboratore RSI dall’Ucraina

Gli scalini della stazione dei treni di Brovary non si vedono nemmeno, totalmente ricoperti da ghiaccio e neve. La porta è sbarrata per il freddo, la temperatura questa mattina a Kiev - circa 25 chilometri da qui - è arrivata a meno venti gradi, l’insegna della stazione sul lato della strada non c’è. Su un cartello giallo si legge in cirillico la scritta “Vahon Nezlamnosti”, in ucraino vuol dire vagone dell’invincibilità. Sono carrozze speciali che non viaggiano ma restano ferme in stazione, offrono riparo gratuito a chi vive in aree e appartamenti dove non c’è riscaldamento e corrente elettrica. A causa dei ripetuti e deliberati raid russi sulle infrastrutture energetiche - che vanno avanti da fine ottobre - è uno scenario che da mesi ormai scandisce le giornate in Ucraina, tra blackout che durano quasi tutto il giorno e termosifoni che restano freddi anche la notte, per quello che è l’inverno più freddo nel Paese degli ultimi 16 anni.

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  • Vincenzo Leone/RSI

Uno di questi treni - messi a disposizione dalla compagnia di Stato dei treni ucraina Ukrzaliznytsia - è qui a Brovary. Superato il cavalcavia pedonale, il ronzio del generatore elettrico si fa sempre più forte. Si entra, la carrozza è riscaldata costantemente a carbone e già in corridoio fa molto caldo. In giornate così fredde si usa molto carbone, ci dice la capotreno che oggi lavora qui. “Perché sia più caldo, il vagone deve restare chiuso. Bisogna continuamente aggiungere carbone”, spiega. Lavora sui treni da più di 25 anni, spiega che è una turnazione del suo lavoro e che “domani posso partire con qualsiasi treno” che collega l’Ucraina, nei più di 22’000 chilometri di binari che attraversano il Paese. E che da quattro anni - da quando la Russia ha invaso il Paese - sono diventati insieme all’auto l’unico mezzo possibile per spostarsi da un posto all’altro. Sui treni viaggiano passeggeri, soldati verso le stazioni più vicine alla linea del fronte, le loro famiglie e anche i rappresentanti politici che arrivano in Ucraina.

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  • Vincenzo Leone/RSI

Su questi treni speciali invece, salgono centinaia di persone al giorno per riscaldarsi, caricare smartphone e power bank, lavorare utilizzando la connessione gratuita messa a disposizione da un sistema Starlink. Ci sono scompartimenti con album da colorare e giochi per bambini, altri pensati per chi viene qui con il proprio cane. In uno scompartimento con letti a castello un gruppo di cinque bambini e ragazzini tra i 10 e i 16 anni si ritrova qui tutti i giorni. Raccontano di non avere la luce per la maggior parte delle ore a casa, e che qui possono caricare lo smartphone, guardare video e chiacchierare.

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  • Vincenzo Leone/RSI

Nello scompartimento accanto due signore anziane si ritrovano per far scorrere più in fretta la giornata. “Nel palazzo dove vivo c’è una centrale termica sul tetto. Quando non c’è elettricità, di conseguenza non c’è riscaldamento”, racconta Lyudmyla, che parla del figlio che vive nel villaggio di Knjažyči - vicino Kiev - che non ha acqua, riscaldamento ed elettricità per l’intera giornata. “In casa sua ci sono 8 gradi”, aggiunge. Chi sale qui guarda dal finestrino un paesaggio che non cambia mai, e una situazione che varia in base a quanti danni ha fatto l’ultimo attacco della notte. Più di 4’600 droni lanciati dalla Russia dall’inizio dell’anno a metà febbraio, con un aumento progressivo nell’utilizzo di missili - 50 in una notte tra il 21 e il 22 febbraio - che provocano danni ancora più devastanti sulle infrastrutture energetiche del Paese.

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  • Vincenzo Leone/RSI

“I vagoni dell’invincibilità non forniscono solo un sostegno fisico, dove ci si può scaldare, riposare, trascorrere del tempo al caldo e parlare con le persone. Sono veri e propri avamposti di sicurezza psicologica, perché quando ti trovi in un ambiente caldo, in un vagone caldo, questo rilassa le persone e iniziano a parlare tra loro”, spiega dalla stazione centrale di Kiev Natalia Turchak, Head of Communication Stream of Passenger di Ukrzaliznytsia. Vagoni identici a quello di Brovary sono stati pensati e dislocati in tutta l’Ucraina, anche negli oblast più vicini al fronte, da Kharkiv a Sumy a Dnipropetrovsk. Sono “vagoni di Ukrzaliznytsia provenienti dal materiale rotabile non operativo”, spiega Natalia Turchak. Il progetto è portato avanti assieme a partner internazionali, da World Central Kitchen a Old Hearts and Hands, il fondo White Stork, e l’organizzazione Hachiko. “In totale questi vagoni sono 100 e ora la metà di essi è distribuita su tutto il territorio dell’Ucraina”, aggiunge. Spiega come i treni continuino a partire e viaggiare tutti i giorni, e di come sia cambiato il ruolo dei capotreno in questa fase della guerra. Organizzando corsi ad hoc per loro su scenari operativi. “Per esempio, cosa fare quando il pericolo si avvicina a un treno in movimento. Il pericolo può essere un drone o un missile. Cosa fare quando viene annunciato l’imbarco e viene dichiarato l’allarme?”, racconta. Gli attacchi sulla linea ferroviaria sono aumentati negli ultimi mesi, più di 300 attacchi da inizio agosto a ottobre scorso. Quasi 2’000 in totale contro infrastrutture e mezzi della compagnia in tutto il 2025. La Russia continua a modificare missili e droni, gli Shahed adesso sono in grado di colpire anche un treno passeggeri in movimento. E il capotreno deve sapere cosa fare, spiegano qui. La Russia attacca treni regionali, colpisce due volte le stazioni con attacchi double tap, distrugge binari e depositi di carrozze. Il 27 gennaio scorso un attacco a un regionale nell’oblast di Kharkiv ha fatto 5 morti tra i passeggeri. Il 4 febbraio un attacco alle stazioni di Shotska e Okhtyrka nell’oblast di Sumy ha colpito e danneggiato anche uno dei treni dell’invincibilità, senza fare vittime perché le persone si erano rifugiate nello shelter in tempo. La stazione di Shotska era già stata colpita il 4 ottobre scorso.

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Quando ci sono attacchi sulla rete, si attivano squadre di pronto intervento, per ripristinare l’infrastruttura in poche ore. In 4 ore in media riparano il danno, secondo quanto detto dal vice primo ministro Oleksiy Kuleba a ottobre scorso. Al netto delle stime, i treni in movimento sono l’immagine di un Paese che continua a funzionare, a muoversi. Lo racconta anche Natalia Turchak mentre dietro di lei un treno lascia il binario 1 della stazione Kyïv-Pasažyrskyj, la stazione centrale della capitale, la più grande di tutto il Paese. I treni sono la prova che gli ucraini “nonostante tutto, nonostante il gelo, l’assenza di riscaldamento, l’assenza di luce, forse a volte anche l’assenza di speranza, continuano a vivere”.

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