Forse il più critico, il leader ceceno Ramzan Kadyrov
Forse il più critico, il leader ceceno Ramzan Kadyrov (keystone)

Russia, critiche ai vertici militari

Anche uomini vicini al Cremlino accusano il Ministero della difesa per le lacune costate la perdita di Lyman

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La sconfitta militare di Lyman, città strategica e importante snodo ferroviario dove le truppe ucraine sono penetrate nel fine settimana, sta diventando un caso politico in Russia, dove si moltiplicano le voci critiche. Le truppe di Mosca per non ritrovarsi circondate hanno ripiegato verso una nuova linea difensiva più vicina a Severodonetsk e Lysychansk, conquistate a fatica in estate. E lunedì sono giunte conferme di una nuova avanzata ucraina, questa volta sul fronte meridionale nella regione di Kherson.

Kiev si riprende Lyman

Kiev si riprende Lyman

TG 20 di sabato 01.10.2022

 

Tanto basta perché piovano critiche, anche perché Lyman è nell'oblast di Donetsk, una delle regioni annesse la scorsa settimana da Vladimir Putin e oggi, lunedì, anche con voto della Duma. Il bersaglio sono i vertici militari, con tanto di nomi e cognomi citati non solo su quotidiani vicini al Cremlino ma anche da politici come il leader ceceno Ramzan Kadyrov.

Nei giorni scorsi aveva suggerito il ricorso all'arma nucleare tattica e che in mattinata ha detto di essere pronto a mandare sul campo di battaglia tre dei suoi figli, ancora adolescenti. Kadyrov accusa il generale Alexander Lapin di non aver garantito alle truppe di stanza a Lyman le necessarie riserve di munizioni e comunicazioni efficienti, in pratica le condizioni per resistere a un assalto che già si preannunciava da un paio di settimane.

Al coro si sono uniti l'uomo d'affari Evgeni Prigozhin, il fondatore del gruppo di mercenari Wagner, e il deputato di Russia Unita (il partito di Putin) Andrei Gurulev, un ex militare, per il quale il problema "non è sul terreno", ma nelle stesse stanze del Ministero della difesa, dove la situazione non è stata valutata correttamente. Secondo informazioni di stampa, intanto, sarebbe stato rimosso Alexander Zhuravlyov, comandante del distretto militare occidentale, sostituito da Roman Berdnikov.

Ovsiannikova ricercata

E a proposito di critiche al Cremlino, la giornalista Marina Ovsiannikova, colei che si era fatta conoscere a metà marzo interrompendo il telegiornale di Pervy Kanal con un cartellone contro la guerra ed era stata per questo condannata a un'ammenda, è finita sulla lista dei ricercati.

Marina Ovsiannikova e la sua protesta che in marzo aveva fatto il giro del mondo
Marina Ovsiannikova e la sua protesta che in marzo aveva fatto il giro del mondo (keystone)

La 44enne dopo un periodo in Germania era rientrata in patria per difendere la custodia dei suoi figli, ma non aveva rinunciato alle sue posizioni ed era per questo finita agli arresti domiciliari. Il suo avvocato ha confermato che non si trova più dove avrebbe dovuto restare fino al 9 ottobre. La sua attuale posizione non è nota.

Nord Stream 1, la fuga di gas prosegue

L'attenzione rimane puntata anche sul sabotaggio con l'esplosivo ai gasdotti russi nel Baltico, per il quale Mosca e Washington si rimpallano la responsabilità. La fuga di gas dal Nord Stream 2 è cessata, ma non quella dal Nord Stream 1, hanno resto noto le autorità svedesi.

Solo di una delle perdite si vedono ancora tracce in superficie
Solo di una delle perdite si vedono ancora tracce in superficie (keystone)

In un comunicato diffuso lunedì, Gazprom ha fatto sapere che sta esaminando l'integrità di una delle due condotte del Nord Stream 2, la B, che a differenza della A potrebbe non essere danneggiata e quindi teoricamente ancora utilizzabile. Il gasdotto era stato completato ma mai messo in funzione, per decisione della Germania su pressione statunitense.

AFP/pon
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