Coronavirus, contagio per via aerea?

TG 20 di venerdì 10.07.2020

Segnali, ma nulla più

Intervista esclusiva a Benedetta Allegranzi dell’OMS, che si esprime sulla diffusione del coronavirus per via aerea

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Ha fatto il giro del mondo la notizia secondo cui la diffusione del coronavirus avverrebbe anche per via aerea. "Esiste un significativo potenziale di esposizione al virus attraverso l'inalazione di gocce microscopiche fino ad alcuni metri di distanza" avevano affermato 239 scienziati di 32 paesi lanciano l'allarme. L'OMS però invita alla prudenza.

“Ci possono essere dei segnali che suggeriscono l’ipotesi, non c’è alcuna dimostrazione che questa sia una via di trasmissione principale del covid-19” dichiara al Telegiornale della RSI Benedetta Allegranzi che si occupa di prevenzione delle infezioni per l’OMS. Ci sono però situazioni in cui questo tipo di trasmissione per via aerea è provato.

“In ospedale lo sapevamo già da tempo che può essere possibile quando ci sono delle procedure che generano aerosol come la broncoscopia o la ventilazione meccanica mentre a livello della comunità non c’è alcuna evidenza attualmente di questo. Ci sono stati dei piccoli cluster, delle piccole epidemie all’interno di ambienti chiusi dove c’è limitata aerazione e dove c’erano parecchie persone per tempi prolungati, dove è difficile stabilire qual è la modalità di trasmissione”.

Il rischio sembra minimo in ambienti come mezzi pubblici o aule scolastiche. “Il tempo di esposizione delle persone su un mezzo di trasporto di questo tipo di solito non è lungo. A scuola potrebbe esserlo però anche lì dipende dalle condizioni. – conclude Allegranzi –. In ambienti ben ventilati dove vengono mantenute le distanze fra le persone il problema non si pone”.

TG/Red.MM
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