Al lavoro nella redazione di Libération
Al lavoro nella redazione di Libération (Keystone)

Tra i sopravvissuti di Charlie

I redattori della rivista sono stati accolti nella sede di Libération; “Dobbiamo uscire da questo pesante momento emotivo”

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DA PARIGI

La redazione di Charlie Hebdo, ormai dimezzata, da ieri, venerdì, ha trovato riparo nella sede di Libération, in Rue de Béranger numero 11, a Parigi.

Poco meno di due chilometri separano la ex sede da quella “nuova”. Qui i giornalisti della rivista satirica, una ventina circa, potranno lavorare per il prossimo numero, che uscirà in un milione di copie mercoledì.

Sotto sorveglianza
Sotto sorveglianza (rsi)

Fuori dall'edificio poliziotti armati quasi sorridono alla scena dei numerosi giornalisti nazionali e internazionali che tentano di parlare con i sopravvissuti di Charlie.

L'entrata è un ammasso di telecamere e di persone al telefono. Tutti chiedono la stessa cosa: è possibile parlare con loro? All'inizio sembra di sì, poi succede qualcosa. Un uomo del quotidiano invita tutti ad uscire, “per motivi di sicurezza”. La tensione è alta.

Luz
Luz (rsi)
 

Ma non è solo una questione di sicurezza, come ci dice Luz, una delle penne di Charlie, che con il viso tirato e la voce nervosa esce in strada per spiegarci che ora, lui e i suoi colleghi hanno bisogno di tranquillità, hanno “bisogno di ritrovarsi, di uscire da questa momento fortemente emotivo”.

 

Il sito del settimanale a lutto
Il sito del settimanale a lutto

Allora a noi non rimane che l'immaginazione, noi che restiamo fuori dai locali della redazione di questo Charlie che cerca di ricomporsi, trincerato fra tavoli, penne e computer. Immaginiamo che tra i momenti di sconforto, vi siano anche quelli più leggeri. Ritorniamo nel mondo reale solo quando uno dei responsabili di Libération, Johan Hufnagel, si dedica a noi.

Sui muri nella via dove si trova la redazione di Libération
Sui muri nella via dove si trova la redazione di Libération (rsi)
 

Non parla a nome dei colleghi di Charlie, sottolinea subito, “non è il loro portavoce”. Ci spiega però che i sopravvissuti possono contare sulla solidarietà di molti. Libération domani uscirà eccezionalmente di domenica, nella storia del giornale è successo solo altre due volte. Domani sarà il giorno della manifestazione, del raccoglimento.

 

Tutti sono invitati, o quasi. La questione della partecipazione del Front National rimane aperta. “Marine Le Pen ha tentato più volte di far condannare Charlie Hebdo, il suo partito è in antitesi con il valore della rivista e della maggior parte degli organi di stampa francesi”, ci dice Hufnagel, è scandaloso che ora voglia esserci.

Alessandra Spataro

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