Oltre un milione di persone nell’Ucraina centrale e in particolare nella regione di Dnipropetrovsk ma anche in quella di Zaporizhzhia sono state private dell’erogazione di elettricità e acqua potabile in seguito a un attacco aereo russo avvenuto nel corso della notte su giovedì. Il governatore di Dnipropetrovsk, Vladyslav Gaivanenko, ha annunciato che un’“infrastruttura critica che forniva elettricità alla maggior parte della regione” è stata “danneggiata” dai bombardamenti russi.
Proseguono intanto gli sforzi diplomatici intensificatisi dopo la presentazione del piano di pace statunitense in novembre. Per la prima volta la Russia ha reagito dopo il vertice sulle garanzie di sicurezza per Kiev, che martedì ha riunito a Parigi i 35 Paesi membri della “Coalizione dei volontari”, principalmente europei, con la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mosca boccia, come prevedibile, l’ipotesi della presenza di militari europei (Francia e Regno Unito avevano assicurato la loro disponibilità) a sorvegliare il rispetto di una ipotetica tregua lungo la linea del fronte “sotto la leadership statunitense”. La portavoce Maria Zakharova ha parlato di “dichiarazioni militariste” e “asse della guerra”, ribadendo quanto il Cremlino aveva già ripetuto a più riprese: soldati di Paesi NATO in Ucraina verrebbero considerati “obiettivi legittimi”.
La Russia continua dal canto suo a esigere il ritiro delle forze ucrainiche dal circa 20% della regione orientale di Donetsk che esse controllano ancora e un impegno giuridicamente vincolante dell’Ucraina a non aderire all’Alleanza atlantica. Sul terreno le sue truppe continuano ad avanzare e hanno occupato un nuovo villaggio nella regione di Dnipropetrovsk.
Gli Stati Uniti non hanno firmato la dichiarazione di Parigi e i contorni precisi del loro impegno militare restano ancora vaghi. Zelensky ha tuttavia annunciato giovedì che il documento sulle garanzie di sicurezza offerte da Washington all’Ucraina è “praticamente pronto” per essere sottoposto all’approvazione di Donald Trump.







