"Ascolto il popolo" (reuters)

Turchia, arresti e dialogo

Erdogan colpisce i giornalisti e in un'intervista afferma: "Forse prolunghiamo lo stato di emergenza"

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In Turchia oggi, lunedì, sono stati spiccati 42 mandati di arresto nei confronti di giornalisti, allungando così la lista di persone colpite dalla misure adottate da Erdogan, dopo il fallito golpe avvenuto nella notte fra il 15 e 16 luglio.

Il presidente, che sempre in giornata ha ottenuto un sostegno incondizionato dalla Russia (con la quale ha ripreso i contatti solo qualche settimana fa), ha affermato in un’intervista alla televisione pubblica tedesca di non escludere l’ipotesi di un prolungamento dello stato di emergenza per altri tre mesi. Allo stesso tempo, ha sostenuto che il popolo turco richiede che venga ristabilita la pena di morte nel paese, come da lui proposto (era stata abolita nel 2004 nell’ambito dei negoziati per far entrare la Turchia nell’Unione Europea).

Il suo primo ministro Binali Yildirim, sul piano politico, ha affermato che il Governo è pronto a lavorare con i principali partiti d’opposizione per elaborare una nuova Costituzione.

 

Reuters/AlesS

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