In migliaia sono scesi in piazza in Virginia contro il giro di vite sulle armi (eb/RSI)

USA, in difesa delle armi

Migliaia di americani armati si sono radunati a Richmond, in Virginia, per difendere il 2° emendamento. Nessun incidente, malgrado i timori della vigilia

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Fucili d’assalto AR-15 esibiti con orgoglio, visori notturni ed elmetti con go-pro, pugnali alla cinta, giubbotti anti-proiettili in versione camouflage e tasche imbottite di caricatori pieni di proiettili.

Scena da guerra urbana, ma non c’è stato nessuno scontro nel centro di Richmond, dove ieri, lunedì, si sono dati appuntamento migliaia di americani decisi a difendere il loro diritto a portare armi. Lo garantisce il Secondo Emendamento alla Costituzione. Ma in Virginia la maggioranza democratica – dopo aver vinto le elezioni – ha promesso di introdurre maggiori controlli.

Fucili d’assalto esibiti con orgoglio, visori notturni ed elmetti con go-pro
Fucili d’assalto esibiti con orgoglio, visori notturni ed elmetti con go-pro (eb/RSI)

E in difesa delle armi – nel paese che ne conta il maggior numero al mondo, oltre 200 milioni secondo stime difficili da verificare, fino a 300 milioni secondo altre statistiche – sono scese in piazza oltre 20'000 persone. Non tutte armate.

Per accedere ai giardini antistanti il Campidoglio di Richmond – transennati e presidiati da centinaia di poliziotti – era necessario essere disarmati. Poco più di 5'000 manifestanti sono entrati. Gli altri sono rimasti all’esterno. Difficile capire se fossero tutti armati. Ma molti, moltissimi, portavano armi e fucili di ogni tipo.

Richmond, raduno pro-armi blindato

Richmond, raduno pro-armi blindato

TG 20 di lunedì 20.01.2020

Il timore era che si ripetesse quanto accaduto nel 2017 a Charlottesville. Tre anni fa, gruppi estremisti di neo-nazisti, membri del KKK e suprematisti bianchi si erano dati appuntamento in città, scontrandosi poi con i contro-manifestanti. Un suprematista bianco aveva provocato la morte di una donna scagliandosi con la sua auto verso gli stessi contro-manifestanti.

 

Ma questa volta non c’era nessuno ad attendere gli attivisti pro-armi. Anche perché il governatore della Virginia aveva preventivamente dichiarato lo Stato di emergenza.

Alla vigilia della manifestazione erano stati arrestati tre sospetti, accusati di appartenere a un network neo-nazista. Ma ieri è filato tutto liscio. Erano solo loro, i sostenitori di un’America che con pistole e fucili – hanno ripetuto più volte – è “più sicura”. “Le armi salvano le vite” era scritto sugli adesivi distribuiti dalla Virginia Citizen Defense League, la più importante lobby pro-armi che ha promosso la manifestazione. Armi e slogan pro-Trump: “Altri 4 anni”, hanno cantato diverse volte, alternando i cori con quel “USA, USA, USA” twittato anche dallo stesso Trump nelle stesse ore.

Notevole anche la quantità di cappellini rossi con la scritta “Make America Great Again”, lo slogan di Donald Trump. Anche nella variante “Keep America Great”, mantieni gli USA “grandi”, il refrain aggiornato per la corsa alla rielezione per la Casa Bianca. Numerose anche le bandiere con la scritta “Trump 2020”, e le magliette in vendita con la scritta: “Dio, Trump e pistole”.

Lunedì a Richmond
Lunedì a Richmond (eb/RSI)

“Portare armi è uno nostro diritto costituzionale, siamo qui a difenderlo” ha detto alla RSI il signor Marc, arrivato con la moglie dalla Georgia proprio per questa manifestazione. Un diritto voluto dai padri fondatori, per permettere ai cittadini americani di difendersi dagli eventuali soprusi del governo. Ma oltre 240 anni dopo, gli chiediamo, è ancora necessario? “Oggi più che mai”, ha risposto senza esitare il signor Marc, un possessore di armi che però aveva scelto di lasciarle a casa.

 Emiliano Bos
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